Oltre 8 milioni di euro. A tanto ammonta la sanzione complessiva che l’Antitrust ha comminato a Moby, SNAV, Grandi Navi Veloci e Marinvest per le quali ha constatato un’intesa restrittiva della concorrenza sulle rotte Civitavecchia-Olbia, Genova-Olbia e Genova-Porto Torres. L’istruttoria fu avviata nel 2011 con l’obiettivo di verificare se gli operatori avevano fatto cartello portando così le tariffe ad un rincaro del 90 – 110% rispetto ai prezzi 2010.
Al termine dell’istruttoria è stato accertato un parallelismo di condotte, nella stagione estiva 2011, da parte di Moby, GNV e SNAV, che hanno tutte applicato incrementi significativi dei prezzi, generalmente superiori al 65% mentre negli anni precedenti le società avevano seguito strategie orientate alla concorrenza. In particolare nella stagione estiva 2011 i prezzi sono aumentati mediamente del 42% sulle rotte Civitavecchia-Olbia (passando in media da 35 a 49 euro) e Genova-Olbia (passando da 57 a 81 euro), del 50% sulla Genova-Porto Torres (passando da 65 a 98 euro).
L’intesa, durata dall’inizio di settembre 2010, fino almeno alla fine del mese di settembre del 2011 (per Snav fino a maggio 2011), data di chiusura della stagione estiva, è stata attuata da imprese che complessivamente detengono quote di mercato molto elevate sulle rotte interessate dall’istruttoria. Il parallelismo nell’aumento dei prezzi, riscontrato nel corso dell’istruttoria, non è peraltro giustificabile in altro modo se non con la concertazione: né la trasparenza delle tariffe, che caratterizza strutturalmente il settore, né il caro carburante, che avrebbe potuto comportare un aumento dei prezzi ma in misura inferiore, né le perdite di bilancio degli operatori giustificano un aumento dei prezzi così simultaneo e significativo.
Nel frattempo si erano mosse anche le Associazioni dei Consumatori: La Casa del Consumatore e Altroconsumo hanno, infatti, lanciato una class action davanti al Tribunale di Genova, alla quale hanno già aderito migliaia di passeggeri. Il giudizio era stato sospeso dal Tribunale in attesa proprio della decisione dell’Autorità. L’Associazione preannuncia che, visto il provvedimento dell’Antitrust, chiederà già la prossima settimana  di proseguire il giudizio al fine di ottenere il risarcimento dei danni, che in causa era già stato indicato in un valore non inferiore a circa il 50% del prezzo pagato per i biglietti.
 La Casa del Consumatore invita chiunque non lo avesse ancora fatto ad aderire alla Class action, contattando la sede di Genova dell’associazione al n. 010/20.91.060 oppure scrivendo a liguria@casadelconsumatore.it 

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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