Truffe: colpiti 8,3 milioni di utenti nell'ultimo anno. 4 su 10 non denunciano

Truffe: colpiti 8,3 milioni di utenti nell'ultimo anno. 4 su 10 non denunciano (Fonte immagine: Pixabay)

Sono 8,3 milioni gli utenti che, negli ultimi 12 mesi, hanno subito una truffa nell’ambito di una delle principali voci di spesa familiare, con un danno economico stimato di oltre 3 miliardi di euro: questi i primi dati emersi dall’indagine realizzata per Facile.it dagli istituti mUp Research e Norstat.

Secondo l’analisi, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, il 7,1% dei rispondenti ha dichiarato di aver subito una truffa legata alle utenze luce e gas, il 6,5% nell’ambito delle carte elettroniche e il 5,2% nella telefonia mobile, mentre l’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è quella che presenta, in percentuale, un minore numero di casi (1,4%).

Truffe, i canali più usati dai malfattori

Facile.it analizza anche i canali più utilizzati per portare a termine le frodi. Nel 45% dei casi le truffe sono passate attraverso un’email, nel 26% tramite SMS (31% nel caso dei conti correnti) e nel 21,5% da siti web fasulli (29% per le carte elettroniche).

L’indagine sottolinea, però, che ogni settore ha le sue specificità. Quando si parla di frodi nell’ambito delle utenze luce e gas, ad esempio, tra i canali più usati dai malfattori ci sono i finti call center (44%) e le visite porta a porta (31,3%).

La nuova frontiera delle truffe passa anche dai social network, particolarmente usati nell’ambito dei prestiti personali (15,9%), e dalle App di messaggistica istantanea, attraverso cui sono stati truffati, secondo le loro dichiarazioni, circa il 9% dei rispondenti.

 

truffa phishing

 

Più di 4 su 10 non denunciano la truffa

Purtroppo, il 41,5% di chi cade in trappola non denuncia la frode; il dato arriva addirittura al 55,1% nella telefonia mobile e al 54,5% nei prestiti personali.

Ma per quali motivi? Secondo quanto emerso dall’indagine, tra i 3,4 milioni che non hanno denunciato la truffa subita, il 33% ha detto di non averlo fatto perché il danno economico era basso, mentre il 27% perché era certo che non avrebbe recuperato quanto perso. Per circa 800.000 individui, invece, vi è una ragione di natura psicologica: il 15,1%, infatti, ha dichiarato di essersi sentito ingenuo per esserci cascato, mentre il 9% non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero.

Inoltre il 4% dei truffati, a seguito della frode subita, si è addirittura trovato nel mezzo di problemi di natura legale.

«Abbiamo una spiccata tendenza a preservare la nostra reputazione – spiega il prof. Gianluca Castelnuovo, ordinario di psicologia clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano – per cui denunciare una truffa di questo tipo può significare per alcuni ammettere, a sé stessi e agli altri, che non siamo stati “furbi” a sufficienza per difenderci da un malfattore che ha agito comunque anche grazie alla nostra involontaria “complicità”».

Tra gli utenti si diffondono, però, alcune strategie di difesa dalle frodi. Il 43,2% dei rispondenti ha dichiarato di aver adottato alcuni semplici comportamenti, dopo aver subito la truffa, come ad esempio non rispondere a contatti sconosciuti o non dare informazioni sensibili a soggetti non verificati.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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