Saldi estivi, al via il 4 luglio. Fra carovita, disinteresse e promozioni ovunque
I saldi estivi partiranno ufficialmente sabato 4 luglio. Per le associazioni dei consumatori sono un appuntamento che richiama sempre meno attenzione per promozioni continue, concorrenza dell’ecommerce e carovita, che suggerisce comunque prudenza negli acquisti
Saldi estivi, al via il 4 luglio. Fra carovita, disinteresse e promozioni ovunque (Foto Pixabay)
I consumatori sono ancora interessati ai saldi estivi, e più in generale agli sconti di fine stagione? Ci sarà ancora una buona percentuale di persone che si metterà alla ricerca di un capo a prezzo scontato, ma di sicuro fra sconti, pre saldi, promozioni online, il tempo della corsa ai saldi sembra ormai consegnato agli anni passati. Secondo il Codacons i consumatori, complice ecommerce e social media, hanno di fatto perso interesse verso i saldi. Per Federconsumatori “anche nel 2026 i saldi, come le vacanze, non saranno alla portata di tutti. Con le bollette dell’energia che continuano a crescere e i prezzi su livelli ancora elevati, molte famiglie sono costrette a tagliare i propri consumi, specialmente quelli non strettamente necessari”.
Ripensare i saldi
C’è dunque un tema di promozioni e di potere d’acquisto in calo. I saldi estivi 2026 iniziano ufficialmente sabato 4 luglio in gran parte delle regioni. Ma la congiuntura economica è quella che è, Fismo Confesercenti chiede di ripensare i saldi, frenare le promozioni, riportare gli acquisti scontati alla fine della stagione (un terzo dei consumatori ha già fatto acquisti a prezzo ridotto) e la via sarà probabilmente quella della prudenza anche per famiglie a medio reddito.
“Pochi extra, e solo quelli rimandati apposta in vista degli sconti”, afferma Federconsumatori.
Un comportamento che, unito agli acquisti dei turisti che cercano i marchi e i brand di eccellenza, alla fine manterrà stabile il termometro dei saldi.
Secondo la rilevazione di Federconsumatori su Roma, Milano e Napoli, dalle prime stime emerge che il 36,6% delle famiglie (-3,2% rispetto allo scorso anno) è propenso ad acquistare a saldo, con una spesa media di circa 150 euro a famiglia, +1,3% rispetto al 2025.
Promozioni ed ecommerce, i saldi perdono appeal
A frenare le vendite, spiega Federconsumatori, contribuisce il fatto che “ i saldi non sono più attesi come un tempo: online e no, le promozioni, con formule più o meno fantasiose, sono sempre più diffuse. Oltre il 15% di chi è propenso ad acquistare a saldo dichiara che ha già effettuato qualche acquisto durante i pre-saldi, o vendite private, (non sempre legali, ma sempre più diffuse). Tutto ciò conferma come il metodo di vendita a saldo o in promozione dovrebbe essere ripensato, magari all’insegna di una liberalizzazione delle modalità e del periodo interessato dalle promozioni”.
Il giro d’affari dei saldi estivi si aggirerà intorno ai 3 miliardi di euro, aggiunge il Codacons, che ritiene però i saldi “obsoleti e superati da ecommerce e offerte sui social”.
Un italiano su due si dichiara pronto a fare acquisti. Negli anni passati c’era maggiore interesse.
“La quota di consumatori interessati agli sconti di fine stagione si attesta anche quest’anno tra il 50% e il 55%, dato in caduta libera rispetto a 15 anni fa, quando gli italiani che hanno approfittato dei saldi furono più di 7 su 10 – afferma il Codacons – Tra ecommerce, offerte veicolate tramite social media, sconti online e pre-sconti oramai divenuti una prassi per tutte le catene commerciali, i saldi hanno perso il loro potere attrattivo sui consumatori, che possono fare acquisti a prezzi scontati tutto l’anno”.
Per l’associazone i saldi di fine stagione sono superati ormai dal commercio moderno e dal mercato digitale. “Andrebbero aboliti definitivamente, liberalizzando il settore del commercio”, conclude il Codacons.
