“Ridurre l’uso degli antimicrobici negli animali da reddito, sostituirli ove possibile e ripensare il sistema di produzione del bestiame è fondamentale per il futuro della salute animale e di quella pubblica”, è quanto affermato dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), secondo cui l’uso degli antimicrobici (AMR) negli animali deve essere ridotto al minimo necessario per curare le malattie infettive e, tranne in casi eccezionali, il loro uso per prevenire tali malattie dovrebbe essere gradualmente abbandonato a favore di misure alternative.

Tali misure alternative agli antimicrobici, che hanno dimostrato di migliorare la salute degli animali comprendono vaccini, probiotici, prebiotici, batteriofagi e acidi organici.

Secondo l’EFSA, pertanto, “occorre ripensare il sistema zootecnico con l’attuazione di pratiche di allevamento che impediscano l’introduzione e la diffusione della malattia negli allevamenti, prendendo in considerazione sistemi alternativi che siano fattibili anche con un uso ridotto degli antimicrobici. Educazione e sensibilizzazione alla questione AMR devono essere attuate a tutti i livelli della società, ma in particolare tra veterinari e allevatori”.

L’Autorità spiega gli effetti su animali e cibi: gli esperti hanno concluso che “è ragionevole supporre che la riduzione dell’uso degli antimicrobici negli animali da produzione alimentare si tradurrebbe in una generale diminuzione della resistenza agli antimicrobici nei batteri che essi portano e nei prodotti alimentari da essi derivati. Tuttavia non sono riusciti a quantificare l’effetto delle singole misure di riduzione o delle alternative agli antimicrobici sui livelli di resistenza agli antimicrobici negli animali da produzione alimentare e nei cibi, a causa della carenza di dati”.

Per quanto riguarda le prossime tappe, a febbraio l’EFSA e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) pubblicheranno il loro annuale rapporto sui livelli di resistenza agli antimicrobici in alimenti, animali ed esseri umani in tutta l’UE. Inoltre, EFSA, EMA (Agenzia europea per i medicinali) ed ECDC stanno anche lavorando a un rapporto che valuterà il nesso tra consumo di antimicrobici e sviluppo di resistenza nei batteri presenti in animali e uomo, la cui pubblicazione è prevista per la fine di luglio 2017.

EFSA comunica che entro la fine del 2017 le tre agenzie proporranno un elenco di indici che consentano ai gestori del rischio di monitorare la riduzione della resistenza agli antimicrobici e il loro impiego negli esseri umani, negli animali da reddito e negli alimenti. 


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