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Anziani soli e in difficoltà

Anziani, Istat: oltre 2,7 milioni in forte difficoltà e più di 1 milione vive da solo

In Italia ci sono oltre 2,7 milioni di anziani in forte difficoltà perché malati e privi di adeguato sostegno e fra questi oltre 1 milione e 200 mila che non possono contare su un adeguato aiuto. Oltre 1 milione vive solo o con familiari over 65 senza aiuti. 100 mila in situazione di grave fragilità

In Italia ci sono oltre 2,7 milioni di anziani in forte difficoltà perché malati e privi di adeguato sostegno e fra questi oltre 1 milione e 200 mila che non possono contare su un adeguato aiuto.

Circa 100 mila sono poi in particolari condizioni di fragilità perché non hanno aiuti e sono poveri.

È la fotografia restituita oggi dall’Istat nel documento “Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria, anno 2019”, che esamina le condizioni di fragilità e la domanda di assistenza sociale e sanitaria espressa dalle persone con almeno 75 anni.

 

 

istat anziani
Gli anziani e la loro domanda sociale e sanitaria, anno 2019. Istat 2021

 

Anziani soli, in difficoltà e senza aiuti

Lo studio evidenzia che su una popolazione di riferimento di circa 6,9 milioni di over 75, oltre 2,7 milioni di individui presentano gravi difficoltà motorie, comorbilità, compromissioni dell’autonomia nelle attività quotidiane di cura della persona.

«Tra questi – dice l’Istat – 1,2 milioni di anziani dichiarano di non poter contare su un aiuto adeguato alle proprie necessità, di cui circa 1 milione vive solo oppure con altri familiari tutti over 65 senza supporto o con un livello di aiuto insufficiente. Infine, circa 100mila anziani, soli o con familiari anziani, oltre a non avere aiuti adeguati sono anche poveri di risorse economiche, con l’impossibilità di accedere a servizi a pagamento per avere assistenza».

C’è un nucleo estremamente fragile di 100 mila anziani soli e poveri in risorse sociali e relazioni, senza nessun aiuto, con problemi motori e gravi limitazioni nelle attività quotidiane, senza risorse economiche che permettano loro di pagarsi aiuti e cure.

«È dunque della massima importanza – scrive l’Istat – intercettare la domanda economica e sociale di questo “popolo” di anziani spesso soli, con scarse disponibilità economiche e senza aiuto, traducendola in un’offerta di servizi di sostegno, prioritariamente presso l’abitazione e sul territorio; oltre ad assicurare loro una migliore qualità di vita, ciò permetterà di evitare che la condizione di svantaggio si trasformi ed esploda come domanda sanitaria dalle dimensioni insostenibili».

UNC: dati non degni di un paese civile

Circa 1,3 milioni di over 75, su un totale di circa 6,9 milioni, pari al 18,8%, dichiara di non ricevere aiuto adeguato in relazione ai bisogni della vita quotidiana e alle necessità di tutti i giorni.

«Dati vergognosi. Abbandonare a se stessi gli anziani non è degno di un Paese civile – dice Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – In primo luogo bisogna potenziare gli aiuti domiciliari per non costringere gli anziani a entrare in case di riposo, sostenendoli sia dal punto di vista economico che sociale nelle loro abitazioni, assistendoli nei bisogni quotidiani. Quanto alle case di riposo, le rette, anche se commisurate al reddito, sono diventate proibitive per troppe famiglie».

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