Nuovo capitolo nella “saga” dei due farmaci Avastin e Lucentis, usati per curare le patologie della vista. Il Ministero della Salute ha presentato una richiesta di risarcimento danni di 1,2 miliardi di euro alle aziende farmaceutiche Roche e Novartis per aver fatto “cartello” e aver favorito l’uso del farmaco più costoso, il Lucentis, a danno dell’Avastin, meno costoso e usato come medicinale off-label, ovvero fuori dalle indicazioni ufficiali. Soddisfazione arriva dai Consumatori, che chiedono chiarezza, risarcimenti e il reinserimento dell’Avastin nella lista dei farmaci off label a carico del Servizio Sanitario Nazionale da parte dell’Aifa.
Novartis e Roche erano state sanzionate lo scorso marzo dall’Antitrust con una multa complessiva di 180 milioni di euro con l’ipotesi di aver fatto un cartello che ha condizionato le vendite dei due farmaci Avastin e Lucentis, usati per la cura della degenerazione maculare senile e di malattie oculistiche, a vantaggio del farmaco Lucentis, quasi 50 volte più costoso ma appositamente registrato per le patologie della vista, mentre l’Avastin è un prodotto che è stato registrato per la cura del cancro ma dalla metà degli anni 2000 è stato utilizzato in tutto il mondo anche per la cura di patologie vascolari oculari molto diffuse. Dopo la pronuncia dell’Antitrust – per l’Autorità l’intesa ha avuto come conseguenza una maggiore difficoltà di cura per molti malati –è intervenuto anche il Consiglio Superiore di Sanità stabilendo che i farmaci Avastin e Lucentis sono equivalenti per efficacia e sicurezza nel trattamento della degenerazione maculare senile.
Ora arriva la richiesta di risarcimento del Ministero, pari a 1,2 miliardi di euro in tre anni: il Ministero della Salute ha chiesto a Novartis e Roche il risarcimento dei danni patrimoniali, pari a circa 45 milioni nel 2012, 540 milioni nel 2013 e 615 milioni nel 2014, e non patrimoniali arrecati illecitamente al Servizio Sanitario Nazionale. Le aziende, naturalmente, si difendono. Novartis Italia ha diffuso una nota stampa nella quale si legge: “Con riferimento all’annuncio del Ministero della Salute relativo alla richiesta di risarcimento danni pari a 1,2 miliardi di Euro alle Società F.Hoffmann-La Roche Ltd, Roche Spa, Novartis AG e Novartis Farma S.pA. per presunte pratiche anti-concorrenziali per quanto riguarda la commercializzazione in Italia di Lucentis® (ranibizumab) e di Avastin® (bevacizumab), Novartis intende precisare che non ha ricevuto al momento alcuna notifica. Novartis respinge in maniera decisa le accuse di pratiche anti-concorrenziali e per questo ha impugnato il provvedimento dell’autorità Antitrust dinanzi al TAR del Lazio: il procedimento è ancora in corso e la sentenza è attesa entro la fine dell’anno”.
Per l’azienda farmaceutica, risultano infondate sia la richiesta di risarcimento sia le cifre indicate: “La spesa generata da Lucentis a carico del SSN nel periodo gennaio-settembre 2013 è stata pari a 38,6 milioni di euro, in linea con i dati registrati nel 2012 – afferma l’azienda – Novartis ribadisce la correttezza del proprio operato e di avere sempre agito nel pieno rispetto della normativa italiana ed europea, che oggi viene messa in discussione da una “liberalizzazione controllata” dell’utilizzo off label di Avastin, contravvenendo a norme e processi consolidati e condivisi a livello comunitario, che sono stati concepiti per proteggere la salute del paziente e garantire la sostenibilità del sistema”.
Di tutt’altro avviso sono le associazioni dei consumatori. L’Adoc fa sapere di condividere appieno la richiesta di risarcimento danni. Sostiene il presidente dell’associazione Lamberto Santini: “Il danno arrecato allo Stato, al SSN e alle persone sofferenti di maculopatia da parte di Novartis e Roche è stato enorme, pertanto condividiamo appieno la richiesta di risarcimento danni da parte del Ministero della Salute, che segue la giusta sanzione inflitta dall’Antitrust alle due aziende responsabili. Il caso Avastin-Lucentis ha acceso la luce sulle molte pieghe oscure che circondano il settore farmaceutico italiano”.
Altroconsumo, da parte sua, chiede che i soldi recuperati vengano usati in un fondo ad hoc e in progetti concreti a favore dei cittadini: “Abbiamo avanzato tre proposte: ticket meno cari, maggiori aiuti agli anziani, servizio pubblico a tariffe calmierate per le cure odontoiatriche”. Dopo la decisione dell’Antitrust di sanzionare le aziende farmaceutiche, inoltre, Altroconsumo ha inviato una diffida all’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) “perché inserisca subito il farmaco Avastin nella lista dei farmaci a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Ci siamo costituiti al TAR in difesa della decisione dell’Antitrust contro Roche e Novartis, contestando tutte le loro pretese. I due colossi farmaceutici, durante l’udienza, non hanno insistito sulla loro richiesta che venisse sospesa la decisione dell’Antitrust. Il TAR ha rinviato per l’udienza di merito al 5 novembre”. L’associazione ricorda come anche il Consiglio Superiore di Sanità abbia sostenuto che i due farmaci “non presentano differenze statisticamente significative dal punto di vista dell’efficacia e della sicurezza nella terapia della degenerazione maculare senile”. Sostiene Altroconsumo: “Chiediamo quindi che Aifa reinserisca subito l’Avastin nella lista dei farmaci autorizzati (legge n. 648 del 1996) e ripristini, così, l’uso di questo farmaco nelle strutture ospedaliere, a vantaggio della salute dei pazienti e delle casse del Servizio Sanitario Nazionale. In assenza di tale decisione, procederemo nei confronti Aifa con una class action per difendere l’interesse dei cittadini”.
Si sta muovendo anche il Codacons, che intende chiedere indennizzi in favore degli utenti del Servizio Sanitario Nazionale. “Ieri, nel corso dell’udienza al Tar del Lazio, il Codacons è intervenuto nel giudizio per difendere la sanzione inflitta alle due aziende dall’Antitrust – spiega il presidente Carlo Rienzi – In attesa della decisione definitiva prevista per novembre, stiamo predisponendo una maxi-richiesta di risarcimento danni nei confronti di Roche e Novartis, finalizzata ad ottenere un indennizzo per tutti gli utenti del Servizio Sanitario Nazionale. E’ evidente infatti che, se sarà accertato il cartello posto in essere dalle due multinazionali e sanzionato dall’Autorità, si configura un danno diretto per i fruitori della sanità italiana, intesi sia come pazienti che come medici, sul fronte economico ma anche su quello etico. Il Ministero della salute, inoltre, deve accertare le responsabilità dell’Aifa in questa vicenda – prosegue Rienzi – ed eventualmente rivalersi anche su tale ente”.
a cura di Sabrina Bergamini
twitter: @sabrybergamini

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Help consumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d'informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull'associazionismo che li tutela

Parliamone ;-)