Si intitola “Operazione sicurezza” l’ultima iniziativa di Cittadinanzattiva in tema di salute, sicurezza e diritto del malato, presentata questa mattina al Policlinico Umberto I di Roma. Si tratta di una mini guida (30 pagine sintetiche ed estremamente semplici, per di più in formato “pocket”), per informare i cittadini su cosa è necessario sapere e fare nel caso in cui si debba affrontare un intervento chirurgico.
Il progetto, realizzato con il contributo Baxter (azienda produttrice di prodotti medici) ha visto il sostegno di molte sigle associative e sindacali della categoria medica e il supporto del Ministero della Salute.
“L’idea di proporre un progetto di questo tipo”, spiega Tonino Aceti, coordinatore nazionale Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, è venuta in seguito all’analisi di alcuni dati rilevati dalle segnalazioni che più di frequente giungono ai tribunali per i diritti del malato”. Sono più di 4 milioni gli interventi chirurgici effettuati ogni anno in Italia e per almeno un terzo di essi (36,9%) i cittadini hanno chiesto un risarcimento danni a causa di errori commessi. Tra le specialità cliniche maggiormente interessate vi è ortopedia (13,5%), struttura e parti comuni (11,9%), chirurgia generale (7,9%). Inoltre, quando si tratta di doversi necessariamente sottoporre ad un intervento chirurgico, i cittadini lamentano liste d’attesa troppo lunghe (28,1%) e strutture che spesso di rilevano inadeguate o addirittura fatiscenti (23%).
L’obiettivo della guida è perciò quello di rilanciare il tema della sicurezza, della qualità e dell’innovazione in chirurgia e soprattutto colmare il gap informativo tra i pazienti e il servizio sanitario nazionale. “Occorre fare in modo che il cittadino/malato operi delle scelte consapevoli su ciò che riguarda la sua salute e la prestazione medico-chirurgica che riceverà”, precisa ancora Aceti, “ed occorre anche renderlo partecipe della propria sicurezza. Oggi viviamo una condizione di grande asimmetria informativa che finisce col diffondere l’immagine di un servizio sanitario poco trasparente”. La guida (disponibile anche in formato elettronico sul sito www.cittadinanzattiva.it) fornisce più che altro dei consigli pratici e informazioni su diritti, normative e procedure e aspetti che riguardano tutte le fasi pre e post intervento chirurgico che il paziente dovrebbe seguire per affrontare al meglio questo genere di situazione. Una sorta di “vade mecum” che, a partire da tre parole chiave- fidarsi, collaborare e partecipare- spiega tappa dopo tappa cosa fare e cosa chiedere al medico e alla struttura alla quale ci si rivolge.
A questo proposito, nel corso della tavola rotonda seguita alla presentazione della guida, sono state molte le voci che hanno evidenziato le anomalie informative che riguardano due aspetti in particolare: il consenso informato e l’adeguatezza della struttura di accoglienza. Nel primo caso, si è rilevato una sostanziale difficoltà nell’avere la fiducia del paziente che arriva all’intervento spesso spaventato e diffidente nei confronti del medico. Per quanto invece riguarda la scelta della struttura di riferimento, questa viene fatta sulla base di parametri scorretti (a vicinanza alla propria abitazione, il tempo di visita concesso ai familiari, i confort e i servizi offerti) tralasciando invece caratteristiche come il livello di innovazione e aggiornamento de personale, macchinari all’avanguardia. Tutte informazioni che è possibile reperire nella Carte dei servizi che le strutture sanitarie sono tenute a pubblicare e aggiornare annualmente ma di cui spesso il malato ignora l’esistenza. Unanime quindi il consenso ad iniziative di questo tipo che possono cominciare a diffondere un’informazione di base tra i cittadini.
di Elena Leoparco

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