Vaccini covid

Cambia di nuovo la geografia dell’epidemia in Italia, ripartita per zone di rischio secondo i colori giallo, rosso e arancione. Abruzzo, Umbria, Basilicata, Liguria e Toscana da domani passano in zona arancione. Si affiancano così a Puglia e Sicilia. Oggi invece si decide sulla Campania, classificata per ora in zona gialla ma che potrebbe passare a livello di rischio superiore. Da domani diventa zona rossa la provincia autonoma di Bolzano. Attualmente sono in zona rossa anche Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria.

 

i colori delle regioni
Regioni in area gialla, arancione e rossa. Fonte: www.governo.it

 

Regioni in zona arancione, cosa cambia

La nuova stretta sulle regioni che passano a zona arancione riguardano soprattutto mobilità e locali. Sono vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all’altra e da un Comune all’altro, salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute e necessità. C’è poi la raccomandazione di evitare spostamenti non necessari all’interno del proprio comune. Come per le altre regioni, vale il “coprifuoco” dalle 22 alle 5.

Nelle regioni in zona arancione vige la chiusura di bar e ristoranti sette giorni su sette. L’asporto è consentito fino alle 22, nessuna restrizione sulle consegne a domicilio. Vale anche qui la chiusura dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi e la didattica a distanza per le scuole superiori, mentre rimangono in presenza la scuola dell’infanzia, scuole elementari e medie.

“Epidemia in rapido peggioramento”

Il Report settimanale delle Regioni a cura della Cabina di regia, diffuso ieri sera (relativo al periodo 26 ottobre – 1 novembre) evidenzia una situazione di peggioramento in tutta Italia.

«Si conferma che l’epidemia in Italia è in rapido peggioramento sull’intero territorio nazionale – si legge nel report – La maggior parte del territorio è compatibile con uno scenario di tipo 3 ma il numero di Regioni/PA in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 è in aumento. Si conferma pertanto una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con criticità in numerose Regioni/PA italiane».

Nella settimana di monitoraggio, prosegue il documento, tutte le Regioni e province autonome «sono classificate a rischio alto di una epidemia non controllata e non gestibile sul territorio o a rischio moderato con alta probabilità di progredire a rischio alto nelle prossime settimane».

Servizi sanitari in fase critica

La fase è critica per la tenuta dei servizi sanitari territoriali, soprattutto in 9 regioni dove ci sono “molteplice allerte relative alla resilienza” dei servizi sanitari. Questa situazione evidenzia poi «il raggiungimento attuale o imminente delle soglie critiche di occupazione dei servizi ospedalieri in tutte le Regioni/PA».

La crescita dell’incidenza comporta la frequente impossibilità di tracciare tutte le catene di trasmissione. Aumenta rapidamente il carico sui servizi assistenziali, con un aumento dei tassi di occupazione dei posti letto in ospedale.

«Si conferma – scrive ancora il report – che è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi».


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