Viaggi a Pasqua, i consigli di Federconsumatori per chi volesse disdire la prenotazione

Viaggi a Pasqua, i consigli di Federconsumatori per chi volesse disdire la prenotazione

Ha destato preoccupazione e polemiche la decisione di permettere ai cittadini di viaggiare all’estero, anche per turismo, in occasione delle vacanze di Pasqua, ma non di spostarsi tra comuni o regioni se non per validi motivi.

In particolare, ricorda Federconsumatori, il Dpcm del 2 marzo scorso ammette tale possibilità, anche partendo da una zona rossa, ma un’ordinanza del Ministero della Salute del 30 marzo ha introdotto nuove regole per il rientro in Italia, imponendo, fino al 6 aprile, l’obbligo della quarantena al ritorno in Italia e il secondo tampone al termine dell’isolamento fiduciario.

“Un’opzione, quella di poter viaggiare a Pasqua, riservata a un numero ristretto di persone che, mentre imperversa la crisi determinata dalla pandemia, potranno permettersi di viaggiare all’estero, mentre i viaggi per turismo in Italia sono sostanzialmente vietati dall’inverno scorso, con gravi ripercussioni su un settore fondamentale per la nostra economia”, afferma l’associazione.

Viaggi a Pasqua, disdire volo o volo + soggiorno

Tuttavia, dati tempi incerti, la preoccupazione determinata dalla pandemia e dall’andamento dei contagi, nonché l’obbligo di quarantena imposto per chi rientra in Italia, hanno indotto molti cittadini a rinunciare alla partenza.

 

Viaggi a Pasqua

 

Ecco, allora, i consigli e le indicazioni di Federconsumatori su come comportarsi, qualora si volesse disdire la propria prenotazione verso i Paesi cui è consentito viaggiare.

Chi ha acquistato solo il volo difficilmente potrà avvalersi della “giusta causa” per chiedere il recesso e la restituzione dell’importo versato.  In ogni caso l’associazione suggerisce, per i viaggi con rientro entro il 6 aprile, di effettuare richiesta del cambio data del volo o di un voucher sostitutivo.

Situazione diversa per chi ha prenotato attraverso tour operator volo + soggiorno: i tour operator tendono a riconoscere il recesso per i viaggi che prevedono il rientro entro il 6 aprile.

Mentre, per i viaggi che prevedono il rientro in date successive, ove, per il momento, si prevede solo l’effettuazione del tampone, l’orientamento finora adottato dai tour operator propende per non considerare valida la richiesta di cancellazione.

“Purtroppo – conclude Federconsumatori – non essendo prevista una previsione specifica al diritto al rimborso del consumatore che, ricordiamo, in questa circostanza è autorizzato allo spostamento, è necessario fare appello al buon senso del vettore/tour operator/hotel, che in molti casi, visto il periodo di crisi, tendono comunque a venire incontro alle esigenze della clientela”.

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