È atteso in aula la prossima settimana il decreto legge sui vaccini, che nel frattempo è stato limato e modificato. La Commissione Sanità del Senato ha infatti approvato un emendamento che riduce da 12 a 10 i vaccini obbligatori (mentre 4 saranno consigliati dalle Asl), prevede sanzioni più basse per i genitori che non vaccinano ed elimina il riferimento alla perdita della patria potestà, togliendo dal testo il possibile ricorso al Tribunale dei Minori in caso di reiterata mancanza di risposta dei genitori alle sollecitazioni delle Asl.

“L’emendamento prevede 6 #vaccini obbligatori+ 4 obbligatori per 3 anni, con verifica epidemiologica del raggiungimento soglia di sicurezza”, ha scritto su twitter la presidente della Commissione Sanità Emilia De Biasi, spiegando sempre sul social che “l’emendamento è innovativo nel metodo: a seconda delle rilevazioni epidemiologiche si può modulare l’offerta vaccinale”.

Cosa cambia, dunque? Le vaccinazioni obbligatorie saranno anti-poliomielitica, anti-difterica, anti-tetanica, anti-epatite B, anti-pertosse, anti-Haemophilus influenzae tipo b, anti-morbillo,  anti-rosolia, anti-parotite e anti-varicella. Le quattro vaccinazioni consigliate sono anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-pneumococcica e anti-rotavirus e per esse le Asl dovranno comunque fare promozione attiva. Come spiega Quotidiano Sanità, viene confermata la misura per la quale “sulla base della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, il Ministero della Salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge, e successivamente con cadenza triennale, potrà disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni per morbillo, rosolia, parotite e varicella”. Si riduce la sanzione pecuniaria per i genitori segnalati dalla Asl per mancata vaccinazione: il tetto massimo delle sanzioni scende da 7500 a 3500 euro, la sanzione minima è di 500 euro, l’entità varia in base al numero di vaccinazioni omesse.


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