Donazioni di sangue: sistema italiano è un'eccellenza

Donazioni di sangue: sistema italiano è un'eccellenza

D’estate il bisogno di sangue non va in ferie e si rinnova quindi l’appello a fare una donazione prima di partire per le vacanze.

“Il nostro sistema sangue, grazie al prezioso lavoro del Centro Nazionale Sangue (CNS) , è un’eccellenza di cui dobbiamo andare fieri e che dobbiamo tutelare- sottolinea il Ministro della Salute, Giulia Grillo- “La programmazione che ogni anno viene concordata con tutti gli attori del sistema permette di evitare le carenze tipiche di alcuni periodi e dare continuità al servizio in tutte le Regioni”.

Il Programma nazionale di autosufficienza del sangue

Il documento definisce le linee di indirizzo per il monitoraggio di autosufficienza, compensazione interregionale e qualità, e fissa, nello stesso tempo gli obiettivi strategici nel 2019.

Secondo quanto stabilito dal documento, la produzione nazionale di globuli rossi garantisce la completa copertura dei fabbisogni della popolazione e quindi l’autosufficienza, grazie ai meccanismi di compensazioni tra Regioni (attraverso cessioni programmate e non programmate).

Infatti le previsioni di produzione, contenute nel programma di autosufficienza nazionale del 2018 (pari a 2.550.046 unità), sono risultate sostanzialmente allineate ai consumi effettivi (2.521.247 unità).

La programmazione di produzione e consumo per il 2019 è così allineata ai valori rilevati nel 2018, prevedendo un leggero incremento sia di produzione (+1,3%) sia di consumo (+1,9%).

 

Donazione di sangue
Donazione di sangue

Le donazioni di sangue

Per quanto riguarda la donazione, si rileva nel 2018 un lieve incremento (0,2%) del numero complessivo dei donatori rispetto al 2017 (1.682.724 rispetto a 1.680.146) e, relativamente ai pazienti trasfusi si è registrata una lieve diminuzione (-1%) del numero (630.770 rispetto a 637.203).

In sostanza, la programmazione annuale per l’autosufficienza nazionale e regionale del sangue e dei suoi prodotti, è complessivamente in grado di garantire un equilibrio quantitativo e qualitativo sostanzialmente adeguato fra produzione e fabbisogni di emocomponenti labili a uso trasfusionale.

Tuttavia è necessario un continuo e attento monitoraggio dei fabbisogni assistenziali anche a fronte dei mutamenti evolutivi che coinvolgono il sistema, come ad esempio il calo del personale in servizio presso i servizi trasfusionali, e che giocano un ruolo importante nell’identificare e adottare i necessari interventi correttivi nell’ambito della programmazione.

“Grazie ad alcune iniziative come la vaccinazione antinfluenzale gratuita per i donatori, siamo già riusciti a migliorare la disponibilità nel corso dell’anno. Il prossimo obiettivo è quello di incrementare il numero di giovani donatori, che possano rimpiazzare chi, avendo superato i 65 anni di età, non può più donare il sangue”, conclude il ministro.


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