Pronti per le ferie, con le valigie aperte e quel sottile senso di ansia che spesso accompagna la preparazione del borsone delle vacanze, c’è una domanda che conviene porsi: quali farmaci portare con sé? Fondamentale per chi segue terapie croniche e non solo. Può essere utile infatti avere in valigia qualche medicinale per prevenzione, specialmente se si viaggia in aree dove reperire farmaci può essere difficoltoso. In vista dell’estate, qualche consiglio arriva dunque dalla Società Italiana di Farmacologia. Bisogna valutare, intanto, se si va in un luogo caldo e se ci sono bambini che possono avere esigenze particolari. E considerare la scelta della preparazione farmaceutica, se cioè portare compresse, pomate, sciroppi o gocce.

Alcuni consigli generali riguardano il trasporto e la conservazione dei farmaci.  Un farmaco va sempre conservato in un luogo fresco ed asciutto, a temperature non superiori ai 24°C, ed è meglio preferire le formulazioni solide a quelle liquide, in quanto, in generale, meno sensibili alle temperature elevate.

Se si viaggia in auto, i farmaci vanno trasportati nell’abitacolo più fresco. Se si viaggia in aereo è meglio nel bagaglio a mano: nelle stive degli aerei la temperatura scende anche di molti gradi sotto lo zero. Chi è in terapia con farmaci salvavita deve  ricordarsi di portare con sé la prescrizione medica.

Altro consiglio: non sostituire mai la confezione originale del farmaco, è questa che rende riconoscibile il farmaco stesso, riporta la data di scadenza e contiene il foglietto illustrativo, utile se si ha qualche problema o se lo deve consultare per te un’altra persona che non ti conosce e non ha preparazione medica. Bisogna poi controllare il foglietto illustrativo perché alcuni farmaci possono causare reazioni da fotosensibilizzazione se ci si espone al sole, come dermatiti, eczemi e altre manifestazioni cutanee. Non conservare i farmaci in ambiente umido: l’umidità può alterare compresse, capsule e cerotti medicati. Bisogna conservare in frigorifero gli sciroppi e i colliri e le preparazioni liquide.

Se si viaggia con un bambino e si va in una zona dove può essere difficile reperire medicinali, è opportuno prima di partire consultare il pediatra su cosa mettere in valigia, in base alle esigenze del bambino, altrimenti sono sufficienti due o tre farmaci base. I farmaci che possono servire, dice la Società di Farmacologia, sono:

  1. Un antidolorifico/antipiretico come il paracetamolo (da utilizzare anche nei bambini).
  2. Un antinfiammatorio come l’ibuprofen.
  3. Un farmaco per il trattamento delle cinetosi (mal d’auto, mal di mare, etc.).
  4. Un cortisonico per via iniettabile, utile in caso di reazione allergica.
  5. Un antibiotico a largo spettro da assumere per via orale, se viaggiamo con bambini anche in formulazione pediatrica.
  6. Pomate a base di cortisone e di antistaminici, che possono essere utili nelle punture di insetti, eritemi solari o contatti con meduse (da utilizzare anche nei bambini).
  7. Un farmaco per l’iperacidità gastrica o un procinetico.
  8. Un antidiarroico e un antiemetico. Se si viaggia con un bambino può essere utile anche una soluzione reidratante orale, che può aiutare il piccolo a recuperare i sali minerali persi con il vomito o la diarrea.
  9. Un piccolo kit di pronto soccorso: disinfettante, garze sterili e cerotti.

 

Prima pubblicazione 23/07/2018 ore 12.10

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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