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Povertà sanitaria in pandemia, dati drammatici

La povertà sanitaria morde. E la pandemia da Covid-19 ha reso ancora più drammatica la situazione. Ci sono quasi mezzo milione di persone povere che non possono comprare farmaci e medicinali. Chi versa in situazione di indigenza può contare su soli 10 euro al mese per la propria spesa sanitaria, meno di un quinto di quanto può spendere il resto della popolazione (65 euro a persona al mese).

Povertà sanitaria significa dover rinunciare alle cure. La pandemia ha aggravato la situazione anche perché molti enti assistenziali, nel corso del primo lockdown, hanno sospeso le loro attività o sono rimasti chiusi. Il risultato è che almeno 173 mila persone non hanno potuto chiedere aiuto e sono state spinte in uno stato di ulteriore fragilità.

 

coronavirus persone fragili
Con la pandemia povertà sanitaria in aumento

 

Povertà sanitaria, i dati del Banco Farmaceutico

Il quadro sulla povertà sanitaria viene dal Rapporto sulla povertà sanitaria del Banco Farmaceutico. Sono dati drammatici.

«Nel 2020, 434.000 persone povere non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno per ragioni economiche», informa il Banco Farmaceutico.

La povertà sanitaria passa dalla diversa capacità di spesa. I più poveri hanno pochi soldi da destinare ai farmaci, ancor meno alla prevenzione.

«Mentre le persone non povere hanno una capacità di spesa pro-capite mensile per le cure mediche di 65 euro, le persone povere possono spendere solo 10,15 euro, meno di 1/5 dei non poveri. Le persone non povere, inoltre, possono spendere, in medicinali, 28,18 euro, contro soli 6,38 euro mensili di chi versa in stato di indigenza».

Famiglie che rinunciano alle cure

La povertà sanitaria riguarda poi una fetta di popolazione ampia che comunque ha dovuto rinunciare alle cure, o limitarne la spesa. Sono poco meno di 8 milioni di persone non povere, ricorda il Banco Alimentare, pari a oltre tre milioni e mezzo di famiglie nel 2019 hanno dovuto sospendere o limitare almeno una volta la spesa necessaria per visite mediche e accertamenti periodici. Per la prevenzione non ci sono soldi.

«Tale situazione è aggravata dal fatto che le persone povere spendono il 63% del loro budget sanitario mensile per acquistare farmaci da banco e destinano solo 3,77 euro alle altre cure necessarie, di cui fanno parte anche quelle a scopo preventivo. Per questo tipo di spese le persone non povere destinano 36,82 euro, cioè 10 volte di più».

Enti chiusi e povertà sanitaria, 173 mila persone senza cure

La pandemia ha aggravato la povertà sanitaria e peggiorato le condizioni delle persone più fragili anche perché ha limitato l’attività degli enti assistenziali. Quasi uno su due ha subito ripercussioni: il 40,6% ha dovuto limitare la propria azione o sospendere qualche servizio per un periodo più o meno lungo. Il 5,9% degli enti ha chiuso e non ha ancora ripreso le attività.

Secondo un’indagine dell’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria del Banco Farmaceutico su un campione di 892 enti assistenziali che si prendono cura di oltre 312 mila indigenti, c’è stato un calo di oltre 173 mila assistiti. Il 55% del totale. Sono persone che hanno chiesto assistenza a un ente ma questo era chiuso o aveva ridotto i propri servizi, o persone impaurite dal Covid che hanno rinunciato a farsi curare. Uno su due non si è potuto curare.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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