fumo in pandemia

Fumo in pandemia, aumentano i fumatori

Il fumo in pandemia è aumentato. Nella situazione di stress e di isolamento che la pandemia da coronavirus ha portato con sé si contano oltre 1 milione di fumatori in più.

A maggio 2021 fumava oltre un quarto della popolazione italiana: il 26,2%. Il 9% della popolazione usava la sigaretta elettronica. Sono preoccupanti anche i dati sul fumo fra i giovani: uno studente su cinque ha usato i prodotti del tabacco e la nicotina. Al fenomeno del fumo sono associati in modo negativo le sigarette elettroniche e i prodotti a tabacco riscaldato.

 

 

sigaretta elettronica

 

Fumo in pandemia, i dati della Giornata senza tabacco

Non sono buoni i dati sulla diffusione del fumo e sull’uso di sigarette – tradizionali, elettroniche e altri prodotti – diffusi oggi dall’Istituto superiore di Sanità in occasione della Giornata mondiale senza tabacco. Lo studio è stato fatto con l’Istituto farmacologico Mario Negri, con tre survey su un campione di 3 mila persone di 18-74 anni rappresentativo della popolazione italiana nei seguenti tempi: gennaio 2020 (pre lockdown), aprile 2020 (pieno lockdown), novembre 2020 (parziale lockdown), maggio 2021 (parziali riaperture).

«La pandemia – dice l’Istituto superiore di sanità – ha significativamente cambiato le abitudini degli italiani rispetto al fumo: dopo una riduzione ad aprile 2020 rispetto a gennaio 2020 (pre lockdown) c’è stato un aumento dei fumatori a maggio 2021, con una prevalenza del 26,2% (circa 11,3 milioni) rispetto anche a novembre 2020 (24%), più di un milione di fumatori in più. Non diminuisce inoltre il numero di giovani consumatori: 1 su tre tra i 14 e i 17 anni ha già avuto un contatto con il fumo di tabacco e quasi il 42% con la sigaretta elettronica».

«Un ruolo chiave nell’aumento dei fumatori – spiega Roberta Pacifici, direttore Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’ISS – lo hanno avuto i nuovi prodotti del tabacco (sigarette a tabacco riscaldato, HTP) e le e-cig. Infatti il loro uso in Italia contribuisce alla iniziazione e alla ricaduta del consumo di sigarette tradizionali e ne ostacola la cessazione, alimentando l’epidemia tabagica».

Durante il lockdown sono diventati fumatori persone che prima non avevano mai fumato, ma soprattutto è diventato più spesso fumatore chi già usava le sigarette elettroniche. Rispetto alle ricadute, il 17,2% di chi era un ex fumatore di sigarette tradizionali ad aprile durante il lockdown duro, a novembre è tornato a consumare sigarette tradizionali. Anche in questo caso hanno giocato un ruolo importante come fattore di rischio il consumo di HTP e di e-cig.

Fumo in pandemia, aumentano i fumatori

«Nelle condizioni di restrizioni delle libertà e di stress conseguenti alla pandemia, aumentano di oltre 1 milione sia i fumatori che le fumatrici – dice il Prof. Silvio Garattini presidente onorario dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri – A maggio 2021 la prevalenza di fumatori in Italia è del 26,2% (stima di 11,3 milioni) di cui il 25,7% sono maschi (5,5 milioni) e il 26,7% sono femmine (5,8 milioni)».

Dopo un’iniziale riduzione della percentuale di fumatori nel periodo pre-lockdown, ad aprile rispetto a gennaio  (21,9% vs 23,3%) c’è stato stato un aumento del fumo in pandemia e un «incremento significativo che ha portato al 24% di fumatori a novembre 2020 e a 26,2% a maggio 2021». Lo stesso fenomeno ha riguardato sia i fumatori che le fumatrici.

Il numero di sigarette fumate al giorno nella rilevazione di maggio 2021 è tornato ad essere come in situazione di pre lockdown, e mediamente di 10,8 sigarette al giorno (11,4 maschi, 10,1 femmine).

A maggio 2021 usa “regolarmente + occasionalmente” la sigaretta elettronica (e-cig) il 9 % della popolazione, con un numero medio di svapate al giorno di 30. La percentuale di utilizzatori di e-cig pre lockdown era dell’8,1%, è salita al 9,1% ad aprile 2020 ed è rimasta tale sia novembre 2020 che a maggio 2021.

A maggio 2021 il 7% della popolazione usa regolarmente o occasionalmente la sigaretta a tabacco riscaldato (HTP). La percentuale di utilizzatori di HTP è significativamente aumentata durante la pandemia, infatti il consumo è passato dal 4,1 % di gennaio 2020, a 4,4 % di aprile 2020 sino al 7% di novembre 2020 per rimanere stabile al 7% a maggio 2021.

 

sigaretta spezzata

 

Il fumo e i giovani: male

Secondo un’indagine fatta su un campione di 2775 studenti di 14-17 anni frequentanti una scuola secondaria di secondo grado, è emerso che il 37,5% degli intervistati ha già avuto un contatto con il fumo di tabacco e il 41,5% con la sigaretta elettronica.

Il 52,5% degli studenti ha iniziato a consumare tabacco o a utilizzare la sigaretta elettronica alle scuole superiori. Ma il 47,5% ha iniziato già prima, alle scuole elementari (4,1%) o alle scuole medie (43,4%). Il prodotto utilizzato per la prima volta è stato prevalentemente la sigaretta tradizionale (77,6%) ma c’è anche chi ha iniziato con la sigaretta elettronica (20,1%) o la sigaretta a tabacco riscaldato (2,3%).

«Questi ultimi dati – dice l’Istituto superiore di sanità – destano particolare preoccupazione in quanto poco meno di uno studente su quattro sperimenta per la prima volta proprio i prodotti immessi sul mercato nel corso degli ultimi anni e che dovrebbero avere come target di riferimento solamente i fumatori di sigarette tradizionali. Tra i ragazzi di 14-17 anni che hanno invece dichiarato un consumo di sigarette tradizionali o prodotti alternativi ad esse, il 18,5% utilizza prevalentemente sigaretta elettronica con (9,4%) o senza (9,1%) nicotina, mentre il 16,3% utilizza prevalentemente sigarette a tabacco riscaldato».

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i ragazzini che utilizzano le sigarette elettroniche hanno il doppio delle probabilità rispetto ai coetanei che non lo fanno di diventare fumatori di sigarette tradizionali nel corso della loro vita.

Tra i fumatori di sigarette tradizionali, il 26,3% fuma dieci o più sigarette al giorno e tra questi, l’1,5% ne fuma più di 20. Questi ultimi sono anche quelli che rispetto ai coetanei spendono di più denaro senza il controllo dei genitori: infatti, se il 45,4% dei non fumatori dichiara di non spendere nulla senza il consenso dei genitori, tale percentuale scende al 12,3% tra i fumatori occasionali e all’11,5% tra i fumatori abituali. Percentuali del tutto sovrapponibili si registrano tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche.

Il consumo occasionale o abituale di tabacco o sigarette elettroniche è anche più spesso associato ad altri comportamenti non salutari, come il binge drinking, il consumo di cannabis o di nuove sostanze psicoattive,  pratiche più frequentemente attuate dai fumatori di sigarette tradizionali o utilizzatori di sigarette elettroniche.

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