“Da questo numero HC offrirà ai lettori articoli di approfondimento su aspetti pratici, organizzativi, economici della vita quotidiana. Riceviamo ogni giorno richieste di chiarimenti, informazioni e suggerimenti per risolvere i piccoli/grandi problemi di ogni giorno. Cominciamo con un problema di drammatica attualità, la malattia di Alzehimer, sempre più presente nelle nostre famiglia a causa dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Questi articoli ci verranno forniti da redattori professionali o fonti aziendali specializzate; che indicheremo in calce all’articolo. Chiediamo ai nostri lettori di suggerirci tematiche di loro interesse; faremo del nostro meglio per soddisfare la richiesta”.

salute assistenzaFornire assistenza ad una persona colpita dal morbo di Alzheimer può risultare un compito arduo e impegnativo. Proprio per questo è fondamentale comprendere di quanta forza d’animo si dispone e, qualora fosse necessario, rivolgersi ad uno dei numerosi servizi di assistenza anziani messo a disposizione da enti privati.

Quando si ha a che fare con un malato di Alzheimer è importante ricordare bene alcune indicazioni:

  • Non spingere il malato ad eseguire delle azioni contro la propria volontà, spesso se costui non vuole eseguire delle attività ci sono delle vere motivazioni, altre volte è sufficiente attendere e rifare la proposta successivamente
  • Cercare di coinvolgere il malato nello svolgimento di alcuni compiti, che possono essere delle semplici faccende di casa o attività di altro genere, è importante fare ciò attraverso degli inviti chiari e mirati per l’attività da svolgere
  • Aiutarlo a mantenere l’autonomia rimanente, lasciandogli svolgere in maniera autonoma le azioni che ritiene di essere ancora in grado di eseguire, questo contribuirà a fornirgli un ottimo stimolo e lo aiuterà ad acquisire sicurezza di sé
  • Esprimersi attraverso frasi chiare e brevi, prive di difficili passaggi logici, questo perché, anche se il malato in questione sembra apparentemente comprendere tutto, questa trattiene nella propria mente solamente una piccola parte dell’intero discorso che le viene fatto

Qual è, dunque, la migliore tipologia di assistenza?

Per una persona affetta dal morbo di Alzheimer è di vitale importanza poter sempre contare su qualcuno, disporre di una persona al proprio fianco pronta ad aiutarlo anche nello svolgimento delle azioni più semplici.

Il malato necessita di un’assistenza costante, 24 ore su 24, e purtroppo, per molti amici o familiari, non è facile offrire questo tipo di supporto; infatti è bene che questi facciano i conti con la quantità di forza d’animo che dispongono e, qualora dovesse risultare necessario, richiedere aiuto ai diversi enti privati che si occupano di offrire assistenza ai malati di Alzheimer.

Il ricorso all’assistenza infermieristica è percepita solitamente come necessaria soltanto quando il malato ha perso quasi totalmente la propria autonomia, ma in realtà, l’assistenza a domicilio, da parte di infermieri e personale specializzato, andrebbe richiesta in seguito all’accertamento dei primi sintomi della malattia, in maniera tale da consentire al personale di accompagnare il malato lungo tutto il percorso, dal suo domicilio al ricovero in centri specializzati, fino alle RSA e alle lungodegenze. Soltanto in questo modo l’assistenza infermieristica al malato può tradursi in un vero e proprio progetto assistenziale, lungo il quale paziente ed infermiere affrontano costantemente assieme il morbo.

lotta al dolore sanitàInfatti sono numerosi gli enti di assistenza privata che offrono ai propri pazienti la possibilità di ricevere, al proprio domicilio, gli strumenti e i servizi, quali fisioterapisti o infermieri, più adeguati alla propria condizione, al fine di garantire all’assistito il massimo livello di benessere e salute.

Queste ultime, definibili come “cure domiciliari”, possono inoltre essere integrate con l’assistenza di una badante, la quale sarà costantemente a fianco del paziente, infatti tra di esse annoveriamo anche l’assistenza notturna, utile per non lasciare davvero mai solo il malato e accompagnarlo sempre a qualcuno pronto ad esaudire ogni suo bisogno.

Oltre all’assistenza necessaria per lo svolgimento della vita quotidiana del malato di Alzheimer, l’ordinamento giuridico permette di affiancare anche un tipo di assistenza o sostegno legale, dal momento che il progressivo declino legato alla malattia compromette anche le capacità necessarie allo svolgimento di atti giuridici. Il soggetto arriverà ad essere definito come “incapace di intendere e di volere”. L’ordinamento considera questa singolare situazione di incapacità distinguendo tra quella naturale e quella legale, ossia a seconda che tale stato effettivo del malato sia stato riconosciuto o meno con una sentenza di interdizione o inabilitazione.

L’interdizione può essere richiesta dai familiari del malato o dal pubblico ministero in seguito alla perdita delle facoltà mentali della persona, ossia quando essa non è più ritenuta in grado di provvedere ai propri interessi, privandola così della propria capacità giuridica e attribuendola ad un’altra persona, definita “tutore”.

Qualora non si verifichino casi tanto gravi da necessitare il ricorso all’interdizione, il tribunale dichiara l’inabilitazione, ossia il soggetto è incapace legalmente solo per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione, i quali dovranno essere eseguiti con l’assistenza di un curatore nominato dal tribunale.

Un’ulteriore forma di tutela è quella che viene definita come “amministrazione di sostegno”, che può anche avere natura temporanea, e consiste nella nomina giudiziale di un amministratore di sostegno a cui l’autorità giudiziaria può attribuire incarichi di tutela proporzionati allo stato di bisogno del disabile.

Invece, nella fase iniziale della malattia, quando le facoltà mentali del soggetto non sono ancora state compromesse, costui può attribuire ad uno o più soggetti il potere di farsi rappresentare, tuttavia tale atto deve essere eseguito mediante negozio giuridico unilaterale detto procura.

Come per ogni situazione, la famiglia è colei che offre il maggiore supporto, ma chi supporta le famiglie dei malati di Alzheimer? Poiché questa malattia non colpisce soltanto il malato, ma anche tutti coloro che lo circondano, sono stati ideate numerose associazioni di assistenza per le famiglie di coloro che sono affetti dal morbo di Alzheimer.

Queste associazioni sono nate con l’obiettivo di fornire un aiuto pratico ed emotivo alle famiglie, le quali, nella maggior parte delle situazioni, non sono ricche, e necessitano anche di aiuti economici, quali i fondi messi a disposizione da diverse regioni italiane.

Queste ultime, infatti, offrono un buono a sostegno delle famiglie dei malati di Alzheimer, così da poterli aiutare nelle costose cure del malato; tale buono è erogato senza limiti di reddito ed è considerato un supporto significativo per la famiglia, per questo vi consigliamo di informarvi a riguardo dei diversi fondi messi a disposizione da numerose regioni italiane.

Approfondimento a cura del progetto SafeCare24


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