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Home fitness, intervista a Roberta Fadda: online affidarsi solo a trainer qualificati
Home fitness, ovvero allenarsi a casa. Abbiamo imparato a farlo con il lockdown, ma sappiamo a chi ci affidiamo? Come valutare trainer e influencer che operano online?
Con la pandemia l’home fitness, ovvero l’allenamento a casa, ha conosciuto un vero e proprio boom. Il risparmio di tempo e denaro sono tra i principali vantaggi. Fare movimento tra lavoro, casa, famiglia, commissioni può diventare una impresa impossibile. Fare ginnastica a casa consente di tagliare il tempo dedicato allo spostamento verso la palestra e di non essere vincolati a un orario preciso. L’offerta online, in particolare video, è aumentata esponenzialmente. C’è chi si dedica al puro potenziamento muscolare, chi allo yoga o al pilates, chi al workout a tempo di musica fondendo basi di diversi tipi di ballo ed esercizi a corpo libero. Al di là dei propri gusti, come scegliere la pratica più adatta alle proprie esigenze e possibilità fisiche? E come allenarsi in sicurezza? Ne abbiamo parlato con Roberta Fadda, Segretario Generale della Federazione Italiana Fitness.
Durante la pandemia il fitness sul web ha avuto un boom, quale oggi la situazione?
Con il lockdown l’home fitness ha acquisito grande popolarità e ci siamo abituati mentalmente a utilizzarlo. Attualmente la tendenza è ritornare in presenza. Siamo ancora in una fase di incremento ma sarà poco duratura. C’è chi inizia e poi abbandona, dipende dalla motivazione della persona e dalla personalità e professionalità del trainer. Spesso nell’online c’è molta improvvisazione. Abbiamo notato che ci sono persone che purtroppo si stancano subito o non trovano giovamento nell’allenamento.
Sono nati dei veri e propri canali dedicati, cosa ne pensa della qualità dell’offerta sul web?
In rete c’è molto di buono ma c’è anche del cattivo. Chi insegna in palestra e nelle Asd (Associazioni sportive dilettantistiche), in particolare dopo la recente riforma dello sport, deve obbligatoriamente avere un diploma valido – e quindi un titolo qualificato – e un tesserino di iscrizione presso gli albi professionali. Questa regolamentazione garantisce tutela all’utente che può essere certo di allenarsi con un trainer qualificato. Anche chi opera online dovrebbe possederlo, ma chi controlla sul web? Il problema è che non c’è controllo.
In palestra c’è anche un autocontrollo perché il titolare stesso della struttura ha interesse a fare applicare la legge altrimenti rischia delle sanzioni. Online i trainer agiscono a livello personale e potrebbero essere disposti a correre il rischio personale di eventuali sanzioni
Come può l’utente scegliere i canali in rete più affidabili?
Un trainer che insegna online e rilascia programmi di allenamento dovrebbe pubblicare la sua formazione e qualificazione, ad esempio, tramite la pubblicazione del proprio curriculum e delle certificazioni che ha. Se non lo fa è lecito che all’utente sorgano dei dubbi. Il cittadino dovrebbe quindi rivolgersi direttamente all’allenatore e chiedere se è formato e quali titoli possiede o addirittura poter accedere agli albi professionali e verificare se l’allenatore è iscritto. Può accadere però che chi opera online ha una diploma valido e scelga di non far parte di un albo. D’altra parte, si lavora con il corpo della persona, quindi prima di pagare un abbonamento a un canale sarebbe bene controllare.
Quali sono i rischi di un allenamento a casa scorretto o inadeguato?
Si corrono molti rischi a partire dalle più svariate tipologie di infortunio. Soprattutto chi ha delle patologie a livello lombare deve stare molto attento. Il rischio si corre anche con un’attività che a primo impatto può sembrare innocua, come un’attività olistica nel caso dello yoga o del pilates, in particolare se ci si mette in mano a una persona che non ha conoscenza della disciplina o non è grado di insegnare. Si potrebbero assumere degli approcci posturali errati che potrebbero avere conseguenze sulla schiena. La possibilità di un allenamento online live in cui il trainer e l’utente possono interagire in maniera sincrona può evitare questo tipo di problematiche in quanto è meno probabile che l’esercizio venga svolto in maniera errata e vi è maggiore scambio di informazioni.
E per quanto riguarda le App di home fitness?
Come per i canali online le certificazioni necessarie sono dettate da quanto previsto dalla riforma dello sport e riguardano sempre la qualifica degli allenatori diplomati in scienza motorie e con certificazioni a seguito di superamento dell’esame. Non è raro che nelle palestre si presentino utente con in mano schede di piani di allenamento ottenuti da app o da influencer online e chiedano spiegazioni al personal trainer perché non sanno come si svolgono determinati esercizi!
Dietro le app si nasconde un ulteriore rischio quando vengono elaborati anche piani alimentari. Gli autori non sempre sono persone qualificate e talvolta si tratta di robot, programmi informatici per intenderci. Meglio diffidare se non ci sono referenze mediche precise.
Rispetto alla gestione dell’allenamento da parte dell’utente c’è da considerare l’importanza dei consigli del trainer rispetto alla frequenza e anche all’attrezzatura da utilizzare o all’abbigliamento da adottare. Come gestire questo aspetto quando si ha a che fare con il web?
Nel caso delle calzature la scelta dipende dal tipo di attività che si svolge. Se si tratta di un allenamento ad alto impatto anche se ci si allena a casa è necessaria una scarpa adatta. L’istruttore dovrebbe sempre dare informazioni in merito. A meno che non si tratti di allenamenti live, difficilmente sul web o sulle app sono presenti consigli rispetto ad attrezzature e abbigliamento da indossare.

