donna con l'influenza

Mal di gola, qualche semplice rimedio

Sempre più casi di influenza, superata la soglia di intensità media, colpite in una settimana 638 mila persone. E il picco non è stato ancora raggiunto: la curva influenzale continua a salire. Sono i nuovi numeri dell’influenza diffusi ieri dal Rapporto Influnet dell’Istituto superiore di sanità, la rete di sorveglianza sentinella coordinata dall’Iss col sostegno del Ministero della salute.

«Nella quarta settimana del 2020 la curva epidemica delle sindromi simil-influenzali continua a salire. L’andamento della curva epidemica è simile a quello della scorsa stagione influenzale 2018-19», si legge nel rapporto.

 

termometro febbre

 

Influenza: 10,6 casi per mille assistiti. Bambini i più colpiti

I dati riguardano la settimana che va dal 20 al 26 gennaio e dicono che aumenta il numero di casi di sindrome simil-influenzale e viene superata la soglia di intensità media.

«In Italia l’incidenza totale è pari a 10,6 casi per mille assistiti. Colpiti maggiormente i bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a 30,8 casi per mille assistiti».

Sono appunto i bambini piccoli, insieme ai ragazzi fino a 14 anni, i più colpiti dall’influenza. Nel dettaglio, il rapporto Influnet evidenziainfatti  che nella fascia di età 0-4 anni l’incidenza è pari a 30,78 casi per mille assistiti mentre nella fascia di età 5-14 anni raggiunge i 20,68 casi per mille assistiti. Numeri inferiori a salire: nella fascia d’età 15-64 anni l’incidenza è di 8,95 per mille assistiti e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 3,44 casi per mille assistiti.

Nella quarta settimana di gennaio, dunque, il numero di casi stimati è di 638 mila mentre dall’inizio della sorveglianza si segnalano circa 3.451.000 casi di influenza.

Aumenta l’incidenza in quasi tutte le regioni italiane e maggiormente colpito è il centro Italia. Superano infatti i 12 casi per mille assistiti, nella settimana 20-26 gennaio, Valle D’Aosta, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Influnet rileva però che l’incidenza di alcune regioni «è fortemente influenzata dal ristretto numero di medici e pediatri che hanno inviato, al momento, i loro dati».


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