In Italia, come nel Terzo Mondo, si può ancora morire di zanzare. E’ passata sotto silenzio la grave notizia di ieri della morte, a Reggio Emilia di una donna di 82 anni che, punta da una zanzara, è morta per essere stata infettata dal  virus West Nile. Il fatto che la paziente fosse anziana e soffrisse di una sindrome immunodepressiva non toglie nulla alla gravità del fatto. Specie perché sono già 7 i casi di positività rilevati in Emilia-Romagna. A rilanciare l’allarme il Codacons che punta il dito contro l’assenza di un serio controllo da parte delle regioni, i comuni e le Asl che, per risparmiare soldi, hanno smesso di contrastare la proliferazioni delle zanzare, come sanno tutti gli italiani che questa estate sono stati tormentati da questi insetti.
L’Associazione rilancia: “Le disinfestazioni sono fatte ormai  in modo saltuario, spesso solo dopo le proteste dei cittadini e, anche i comuni più virtuosi, smettono di disinfestare  da fine settembre ad aprile.  Gli interventi invernali, invece, sono indispensabili per eliminare il maggior numero di femmine svernanti che sopravvivono alle basse temperature invernali nascondendosi nei tombini, caditoie, rogge coperte, box, ascensori, cantine”.
Ma nessuno lo fa più. Costa troppo! Inevitabile, quindi, essere punti. Ma il rischio vero, come dimostra il caso di ieri, è il ritorno di malattie ormai debellate o l’arrivo di patologie che non avevano mai colpito l’Italia. Sono, infatti,  decine le pericolose affezioni che questo insetto può trasmettere: Chikungunya (guarda caso colpì la stessa zona, Ravenna, nel 2007), Dengue, febbre gialla, malaria, innumerevoli encefaliti  ecc ecc

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

1 thought on “Morte per puntura di zanzara, Codacons: colpa delle mancate disinfestazioni

  1. Proprio vero, a Parma vicino ai corsi d’acqua in periferia sopratutto, vedi il baganza e il cinghio, non e’ stato fatto alcun trattamento sulle larve, non e’ stata fatta tagliare l’erba degli argini per quasi tutta l’estate, e ora nugoli di zanzare assalgono grandi e bambini nel piu’ gran disinteresse delle autorita’ , interessate solo alla diatriba ideologica su un inceneritore modernissimo e che tutti sanno che inquina infinitamente meno dei camini ed e’ sotto strettissimo controllo . cosa fa Federconsumatori in proposito? Nulla. La salute dei cittadini conta infinitamente meno delle diatribe politiche!

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