Valutare in quale misura la revisione dell’uso che il paziente fa dei medicinali prescritti dal medico – con particolare attenzione al rispetto delle indicazioni in termini di posologia – contribuisce a migliorare il controllo della malattia e, quindi, a ridurre aggravamenti e nuove prestazioni sanitarie, dagli accessi al pronto soccorso ai ricoveri. E’ questo lo scopo della terza fase del progetto “Valutazione randomizzata della Revisione Italiana dell’Uso dei Farmaci (I-MUR) fornita dai farmacisti di comunità usando l’asma come modello” promosso dalla Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani e dalla Medway School of Pharmacy dell’Università del Kent.
Lo studio, battezzato in sigla RE-I-MUR, coinvolgerà 360 farmacisti in 15 Regioni per un totale di 1800 pazienti e avrà una durata di 9 mesi. Nella prima fase del progetto era stato riscontrato che circa la metà dei pazienti non aderisce alla terapia. “Si tratta dello studio nel setting della farmacia di comunità più vasto mai realizzato in Europa, sia per numerosità del campione sia per l’ampiezza del territorio interessato. Una caratteristica importante, quest’ultima, per un Paese come l’Italia che comprende situazioni geografiche, climatiche ed epidemiologiche molto differenti” ha commentato il presidente della FOFI, Andrea Mandelli.

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