Povertà sanitaria, donati oltre 468 mila farmaci al Banco Farmaceutico

Quest’anno la Giornata di raccolta del farmaco si è fatta proprio a causa della pandemia. Perché il coronavirus di sicuro ha avuto un effetto: accentuare la povertà sanitaria. La crisi sanitaria è diventata presto crisi economica e sociale. E in un contesto del genere, in cui la povertà sanitaria aumenta e le persone in difficoltà fanno fatica a curarsi e a comprare farmaci, l’appello alla solidarietà del Banco Farmaceutico ha avuto risposta.

Durante la Giornata di raccolta del farmaco, in realtà durata una settimana (dal 9 al 15 febbraio), i cittadini hanno donato 468 mila confezioni di medicinali, per un valore di oltre tre milioni e mezzo di euro.

Questi farmaci, dicono al Banco Farmaceutico, aiuteranno più di 434 mila persone povere. Sono assistite da quasi 1800 realtà convenzionate con la Fondazione. Proprio da questi enti era arrivata una domanda di farmaci di 979 mila confezioni. Quelli raccolti ne copriranno quasi la metà, il 48%.

 

Furti di farmaci

 

Banco Farmaceutico: “Moto collettivo di umanità”

La pandemia ha aggravato la povertà sanitaria. E ha avuto pesanti ripercussioni anche sull’attività degli enti assistenziali, che lo scorso anno hanno dovuto sospendere alcuni servizi. È accaduto a oltre il 40% mentre il 5,9% non ha ancora riaperto (8° Rapporto sulla Povertà Sanitaria).

La Giornata di raccolta del farmaco quest’anno si è fatta non solo nonostante la pandemia, ma proprio a causa della pandemia.

«Non era scontato – dice Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus – che la GRF si potesse svolgere, né che la partecipazione fosse così ampia; invece, benché la situazione fosse complicata a causa della pandemia, abbiamo assistito ad un vero e proprio moto collettivo di umanità da parte dei tanti soggetti che vi hanno preso parte: i volontari, che hanno prestato gratuitamente il proprio tempo e, in certe zone d’Italia, affrontato il freddo per invitare le persone a donare un medicinale; i farmacisti, che hanno ospitato l’iniziativa, diventandone essi stessi volontari; i cittadini che hanno regalato un farmaco (molti dei quali sono andati apposta per questo scopo); le aziende che hanno contribuito all’evento, garantendone la sostenibilità; e le istituzioni che ci hanno supportato».

Quasi mezzo milione di persone in povertà sanitaria

I dati diffusi dal Banco Farmaceutico evidenziano le dimensioni assunte dalla povertà sanitaria.

Lo scorso anno ci sono 434 mila persone che non hanno potuto comprare farmaci e medicinali per motivi economici. Chi versa in situazione di indigenza può contare su soli 10 euro al mese per la propria spesa sanitaria, meno di un quinto di quanto può spendere il resto della popolazione, che può destinare 65 euro a persona ogni mese alla spesa sanitaria.

Chi è in condizione di povertà può spendere per le medicine un quarto di quanto facciano le altre persone. Sono 6,38 euro al mese contro i 28,18 euro di chi non si trova in difficoltà economica. (8° Rapporto sulla Povertà Sanitaria di Banco Farmaceutico).

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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