No al numero chiuso o programmato per l’accesso alla facoltà di farmacia, sì ad alcune modifiche del corso di studi verso profili più clinici che teorici. E’ quanto ha ribadito il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che ieri ha incontrato la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani per fare il punto sulle problematiche aperte. Nel corso dell’incontro, l’Ufficio di Presidenza del MNLF ha consegnato al presidente Andrea Mandelli un memorandum dove in sintesi sono riportate le principali problematiche dei professionisti e vengono inoltrati quesiti alla FOFI. 
Nella premessa una fotografia della situazione in cui sono costretti ad operare i farmacisti non titolari: dal fallimento del concorso straordinario ai livelli retributivi tra i più bassi in Europa, dalle difficoltà delle parafarmacie alla dispensazione senza la prevista ricetta medica di molti farmaci ad alto rischio. Particolare attenzione ai livelli retributivi e alla necessità di cambiare il contratto vigente spostandolo da quello del commercio ad un contratto afferente il campo sanitario.
Due i grandi temi affrontati nel documento: quello del miglioramento della prestazione professionale (… è necessario innalzare la “cifra” qualitativa della professione) e quello di nuovi sviluppi occupazionali.
Il MNLF ha proposto alla FOFI l’adozione, come accade in altri Paesi, di apposite linee guida per vari aspetti  delle prestazioni  professionali e ha spronato l’Ordine Nazionale ha cercare nuovi sbocchi occupazionali anche fuori  dal contesto della farmacia.
Infine, il MNLF ha ribadito la necessità di rivedere il rapporto degli iscritti all’Ordine con l’Enpaf (Ente previdenziale di categoria) e a posto sul tavolo il problema della rappresentanza.
E’ necessario – si legge nel documento – cambiare le modalità elettive all’Ordine, perché il sistema d’investitura non è più in grado di rappresentare la molteplice realtà degli iscritti all’Ordine, dobbiamo garantire governabilità dell’Istituzione ma anche legittima e democratica rappresentanza di tutte le componenti.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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