“E’ davvero incredibile come in un momento storico come quello che l’Italia sta vivendo, ove le iscrizioni universitarie diminuiscono di anno in anno, ci sia qualcuno che per proteggere i propri privilegi pensi di limitare il diritto allo studio”. Con queste parole il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti ribadisce la propria opposizione a qualsiasi ipotesi di numero chiuso o programmato per accedere alla facoltà di Farmacia.

Scrive inoltre il Movimento: “In questi ultimi decenni scelte opinabili e poco lungimiranti hanno fatto sì che il farmacista italiano abbia rinunciato a numerose opportunità, malgrado un percorso di studi multidisciplinare.  La politica incentrata esclusivamente sulla farmacia ci ha fatto perdere ruoli nell’insegnamento, nella ricerca, nei profili lavorativi legati a biologia, farmacologia et altro. Responsabile di questa situazione  è la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani. Invece di recuperare un quadro occupazionale monotematico ove anche le eccellenze sono costrette a rinunciare alle proprie aspirazioni, i vertici istituzionali della categoria non hanno altro di meglio da fare che creare ulteriori “riserve indiane” e, in maniera del tutto ingiustificata dai numeri, sostengono un disegno di chiusura degli accessi all’università che assume aspetti immorali se riferiti  ad una delle professioni più chiuse nel panorama italiano. La casta prova a rafforzare il proprio fortino impedendone l’accesso”.

Per il Movimento, “il vero motivo per cui oggi si propone di programmare in maniera stringente l’accesso alla facoltà di farmacia non è legato ai livelli occupazionali, ove per altro contratti a tempo determinato, stages e pseudo contratti di formazione la fanno da padrone, ma solo alla paura che un domani ormai prossimo il numero dei “competitors”  possa essere tale da non arginare più la richiesta di libero esercizio della professione”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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