Il Ministero della Salute che, tramite il Centro Nazionale Trapianti, svolgerà  un’ispezione all’ospedale Sandro Pertini a Roma. La decisione è stata presa dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, dopo che La Repubblica ha raccontato la storia di una coppia vittima di uno scambio di provetta avvenuto al reparto procreazione assistita dell’ospedale Pertini di Roma.
Il quotidiano racconta la storia della coppia, iniziata il 4 dicembre del 2013 quando due coppie effettuano, nello stesso, giorno, l’impianto dell’embrione. La scoperta dello scambio avviene qualche mese più tardi quando la donna di una delle due coppie, l’unica in cui l’embrione ha attecchito, si sottopone alla villocentesi, il test che permette di evidenziare se ci sono anomalie genetiche del feto. Il risultato è sconvolgente: i due gemelli stanno bene, crescono ma non hanno nulla del patrimonio genetico della coppia. Da lì la ricostruzione del caso, poi, come accade in questi casi, avvocati e lettere. Oggi la storia è ribaltata agli onori della cronaca e suscita un interrogativo ancor più agghiacciante: la donna, infatti, partorirà due bambini che ha sentito crescere ma che non sono i suoi. E la mamma biologica? Potrà un giorno chiedere la restituzione di quei due gemelli?
Di sicuro quanto è accaduto impone una riflessione seria e Cittadinanzattiva ha già chiesto alla Regione Lazio di aprire un tavolo per monitorare la situazione e predisporre le norme per una legge regionale che è già presente nelle altre regioni a tutela delel coppie e degli stessi medici che si occupano di fecondazione assistita.
“Questo nuovo episodio mette in evidenza quanto siano necessari e improcrastinabili interventi da parte della Regione al fine di garantire che questi episodi non debbano più accadere. Registriamo che mancherebbero personale dedicato alla fecondazione assistita, standardizzazione dei metodi e controlli, monitoraggi e verifiche, che chiediamo nuovamente con urgenza” fa sapere l’Associazione che si dice pronta fare monitoraggi e a tutelare i cittadini in tutti i casi che dovessero verificarsi di nuovo e agire a questo scopo in tutte le sedi competenti.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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