“Ormai la spesa a carico delle famiglie per la sanità è divenuta insostenibile”, è il commento di Federconsumatori in merito al recente rapporto del Censis, secondo cui tale spesa ammonta a oltre 34 miliardi. Secondo la ricerca Censis presentata a giugno 2016, liste d’attesa molto lunghe portano 10 milioni di italiani a rivolgersi soprattutto alla sanità privata e 7 milioni all’intramoenia perché non possono aspettare, mentre sono 26 milioni i cittadini che si dicono propensi ad aderire alla sanità integrativa.

“È ora di intervenire per fronteggiare questa situazione rendendo efficiente ed accessibile il Servizio Sanitario Nazionale”, afferma Federconsumatori. “Non è possibile scaricare ancora una volta sulle spalle dei pazienti le logiche di bilancio, compromettendo adeguatezza e qualità delle prestazioni. È evidente che gli 800 milioni previsti sono ancora insufficienti a far fronte alla domanda di salute nel nostro Paese”.

Secondo l’associazione i servizi e le prestazioni che il Servizio Sanitario Nazionale offre gratuitamente o con il pagamento del ticket non devono essere ridotti, né devono essere escluse o rinviate le prestazioni costose e innovative. “È fondamentale correggere le inefficienze ed i ritardi nell’aggiornamento dei Lea ancora all’esame del Parlamento: liste di attesa sempre più lunghe, di fatto, negano il diritto alla salute, la diagnosi, la cura e la guarigione a migliaia di cittadini”, continua Federconsumatori, che chiede di ridurre le attuali disparità e diseguaglianze, i tempi di attesa, le inefficienze della sanità pubblica ed i rischi per i pazienti. “I cittadini devono poter esigere i diritti che l’art. 32 della Costituzione riconosce a tutti i cittadini”, conclude.

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