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Fragili senza immunizzazione, l'iniziativa di FIMMG e Cittadinanzattiva

Ci sono due milioni di cittadini fragili senza vaccinazione. Persone rimaste nell’ombra e lasciate indietro dalla campagna vaccinale per mille motivi, a volte per resistenze culturali, oppure perché la campagna non è arrivata a intercettare queste persone. Fra i fragili ci sono oltre mezzo milione di over 80 e un milione e mezzo di cittadini over 70.

Sull’esigenza di recuperare i fragili alla vaccinazione e farli uscire dall’ombra stanno lavorando Cittadinanzattiva e FIMMG, la Federazione dei medici di medicina generale, che hanno in agenda un incontro col ministro della Salute Roberto Speranza. Hanno anche elaborato, insieme a un board scientifico di esperti, un algoritmo che può aiutare a stabilire la priorità nelle vaccinazioni.

E dunque a recuperare «quei 2milioni di fragili rimasti nell’ombra, lasciati indietro da una campagna vaccinale imponente e che ora deve raggiungere chi ancora non è vaccinato, a volte per resistenze culturali, altre per incapacità del sistema di arrivare alle fasce di popolazione più svantaggiate».

 

vaccino anticovid
Vaccinazioni anti-Covid 19

 

Fragili senza vaccinazione

È questo infatti l’obiettivo che vede in campo FIMMG e Cittadinanzattiva, che assieme hanno dato vita ad un software capace di imprimere una svolta alla campagna vaccinale. FIMMG e Cittadinanzattiva hanno chiesto e ottenuto un incontro con il Ministro Speranza e con il Generale Figliuolo, così da poter rappresentare in maniera esaustiva le potenzialità che uno strumento simile ha per la salute dei cittadini, se messo nelle mani della medicina generale.

Nello sviluppo del progetto c’è un board scientifico che comprende fra gli altri Walter Ricciardi (consulente del Ministero della Salute e ordinario Igiene all’Università Cattolica Sacro Cuore Roma), Paolo Bonanni (ordinario di Igiene all’Università di Firenze), Pier Luigi Lopalco (ordinario di Igiene all’Università di Pisa) e Chiara Cadeddu (ricercatrice di Scienze della Vita e Sanità Pubblica, Igiene all’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma).

Ma quante sono le persone fragili che ancora non hanno ricevuto vaccinazione? Secondo l’ultimo rapporto del Governo sulle vaccinazioni si parla di 520mila over 80, ai quali non è stata somministrata ancora la prima dose, e 1,5 milioni di cittadini nella fascia 70-79.

«L’esistenza di una parte di popolazione fragile rimasta ai margini della campagna vaccinale – spiegano Silvestro Scotti, segretario generale FIMMG, e Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva – rilancia con forza l’esigenza di selezionare con appropriatezza i soggetti da sottoporre prioritariamente alla vaccinazione, tenendo conto delle raccomandazioni emerse dai livelli istituzionali di riferimento».

Il software per trovare le persone fragili

Nell’imponente sforzo vaccinale, spiegano Cittadinanzattiva e FIMMG, i criteri anagrafici si sono spesso integrati con quelli clinico-assistenziali, creando un insieme di variabili reso ancor più complesso dalla numerosità della popolazione da sottoporre progressivamente a vaccinazione.

L’idea è stata dunque quella di trovare una soluzione tecnologica che fosse di aiuto nella scelta delle priorità vaccinali. Così NetMedica Italia, la società informatica di FIMMG, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Informatica dell’Università Politecnica delle Marche, ha realizzato un algoritmo basato sulle soluzioni di intelligenza artificiale che, applicato ai database clinico-assistenziali dei medici di famiglia, è in grado di fornire indicazioni che, seppur non definitive, supportano il medico a stabilire la priorità nell’esecuzione della vaccinazione.

«È indispensabile che in tempi brevissimi questo software possa lavorare con i database dei registi vaccinali nazionali e regionali».

Il software di intelligenza artificiale, nelle mani dei medici di medicina generale, servirà a individuare e vaccinare la popolazione a rischio. E, spiegano Cittadinanzattiva e FIMMG, «potrà anche essere rapidamente riadattato per altre future campagne vaccinali e per garantire un cambio di passo su tutta una serie di attività decisive in favore della salute dei cittadini. Si pensi ad esempio alla presa in carico della cronicità attraverso la stratificazione del livello di rischio dei pazienti in carico alla medicina generale».

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