Vaccino antinfluenzale, l'indagine di Pazienti.it in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria

Cittadinanzattiva ha dato il via, nel mese di settembre, ad una indagine civica relativa all’approvvigionamento delle dosi di vaccino antinfluenzale da parte delle Regioni, attraverso lo strumento dell’accesso civico generalizzato, (noto come Foia italiano). Ma, secondo quanto riferito dall’associazione, hanno risposto solo dieci Regioni: Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta.

“È molto grave che solo 10 Regioni abbiano risposto alla nostra richiesta di accesso civico, in particolar modo in questo periodo, in cui ci sarebbe bisogno della massima trasparenza – ha commentato il segretario generale di Cittadinanzattiva, Antonio Gaudioso. – Nei prossimi giorni valuteremo tutte le possibili azioni da mettere in campo per far rispettare il “sacrosanto” diritto di accesso dei cittadini a queste informazioni fondamentali, non escludiamo di ricorrere al Tar”.

Vaccino antinfluenzale, i risultati dell’indagine

Tra i dati più significativi emersi dall’indagine, e illustrati dall’associazione, vi è quello relativo alle date di aggiudicazione delle gare.

Le regioni che hanno risposto hanno indetto gare tra aprile (Lazio, Puglia, Campania, Emilia) e settembre (Abruzzo dove la prima gara su vaccino tetravalente era andata deserta) e chiuso tra maggio e settembre, comunque prima dell’avvio della campagna vaccinale. In Abruzzo si registra qualche ritardo per lo pneumococco, poiché la gara deve essere ancora espletata e si concluderà entro il 12 ottobre.

Anticipando le gare è stato possibile, almeno in queste regioni, anticipare la campagna vaccinale rispetto agli anni precedenti.

Le dosi di vaccino

Per quanto riguarda gli incrementi delle dosi di vaccino per l’anno 2020-2021 rispetto al 2019-2020, vi sono Regioni che mostrano un aumento notevole, come il Lazio + 112%, la Puglia 320%, la Sicilia, 65%, la Toscana 68%. Altre mostrano incrementi meno marcati come la Campania +20% e l’Emilia, che comunque prevede un possibile ulteriore 20%.

 

Vaccino antinfluenzale
Vaccino antinfluenzale

Avvio della campagna vaccinale e target

In tutte le regioni l’avvio della campagna vaccinale è prevista tra l’1 ottobre ed il 15 ottobre, in molti casi la campagna sarà estesa fino al 31 gennaio 2020, in linea con quanto suggerito dalla Circolare Ministeriale.

In merito alle richieste relative a categorie target quasi tutte le regioni applicano quelle stabilite dalla circolare ministeriale del 4 giugno 2020.

La Sicilia, ad esempio, ha esteso il target ai contatti stretti di bimbi fino a 6 mesi e una nota specifica per i soggetti eni (europei non iscritti, come i rom) e gli extracomunitari, oltre ad aver introdotto l’obbligo vaccinale per il personale sanitario, pena l’inidoneità temporanea all’attività.

La Toscana presta particolare attenzione ai soggetti ricoverati in rsa e strutture di lungodegenza; la Sicilia e la Valle D’Aosta estendono la copertura alle donne in gravidanza, in qualsiasi trimestre.

Il Lazio, infine, aveva reso obbligatoria la vaccinazione per il personale sanitario ma il Tar ha abolito questa parte dell’ordinanza.

Vaccino antinfluenzale, agevolazioni per l’accesso

Rispetto alle misure volte ad agevolare l’accesso, le Regioni hanno previsto molte disposizioni:

  • la Sicilia estende gli orari di apertura dei centri vaccinali sia di mattina sia di pomeriggio e il sabato almeno nella fase iniziale; prevede l’effettuazione della vaccinazione all’atto della dimissione dalle strutture sanitarie e la  co-somministrazione anti-pneumococcica e antinfluenzale, provvedimento previsto anche in Umbria;
  • la Campania prevede l’istituzione di Truck itineranti a supporto dei MMG;
  • il Lazio prevede l’apertura di Drive in, postazioni mobili, vaccinazioni in farmacia, l’organizzazione del vaccination day nelle scuole, ospedali, eventi sportivi, l’istituzione di equipe vaccinali itineranti;
  • le Marche prevedono la possibilità di spostare i centri vaccinali in Auditorium- Palazzetti per permettere di erogare nel rispetto delle norme covid 19 un grande numero di vaccini in poche ore-giorni;
  • la Toscana mette a disposizione i locali delle aziende sanitarie alla medicina generale a titolo gratuito ;
  • l’Emilia Romagna offre la possibilità di usufruire di strutture capienti come palestre e strutture sportive.
  • la Valle D’Aosta, oltre a siglare accordi specifici con i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera scelta, ha anche previsto dei poli vaccinali messi a disposizione dall’Azienda USL della Valle d’Aosta, in cui saranno presenti i medici della struttura di Igiene e sanità pubblica del dipartimento di prevenzione

In caso di carenza per soggetti non a rischio

Infine, in merito alle misure per fronteggiare una possibile carenza per i soggetti non a rischio – riferisce Cittadinanzattiva – le regioni hanno risposto che avvieranno le misure previste dall’Intesa siglata tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano.

Tale accordo prevede l’impegno da parte delle Regioni a garantire una quota minima dell’1,5% di vaccini da redistribuire alle farmacie. L’Emilia Romagna prevede di aumentare la quota al 3% (36.000 dosi) se fosse necessario. Il Lazio potrebbe aumentare la quota al 5%(120.000 dosi).

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