donna che fuma

Mozione del Comitato di bioetica contro il tabagismo

Vietare il fumo anche in spiagge, giardini pubblici e parchi. Dove ci possono essere bambini e donne in gravidanza esposti al fumo passivo. È la proposta del Comitato nazionale per la bioetica, contenuta in una Mozione contro il tabagismo che fa il punto sulla situazione e suggerisce una serie di azioni a Governo e Parlamento per contrastare la diffusione del fumo e disincentivare il consumo di tabacco.

Fra le proposte, appunto, con l’obiettivo di «evitare i gravi danni cagionati dal fumo passivo alla popolazione», c’è quella di «estendere i divieti di fumo a luoghi esterni, dove si ritrovano anche bambini e donne in gravidanza, quali ad esempio: giardini pubblici, luoghi di spettacolo all’aperto, spiagge attrezzate, stadi, campi sportivi, ristoranti all’aperto».

 

no smoking

 

Il fumo e le sue conseguenze

Il Comitato di bioetica ricorda i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms): il fumo di tabacco rappresenta la seconda causa di morte nel mondo e la principale causa di morte evitabile. L’Oms calcola che 8 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo; a queste si aggiungono 1,2 milioni di non fumatori che muoiono a causa dell’esposizione al fumo passivo.

In Italia gli studi più recenti, citati dal Comitato, dicono che ci sono ancora 11,6 milioni di fumatori. Dai 14 anni in su fuma, sul totale della popolazione italiana, il 23,3% degli uomini e 15% delle donne e al fumo sono attribuiti più di 70 mila decessi l’anno.

Prevenzione insufficiente

Il Comitato di bioetica, che ha già affrontato il tema nel 2003, denuncia nella mozione che in questi sedici anni «la mortalità e morbilità correlate all’uso di tabacco non sono diminuite, anzi aumentate. Tutto questo è avvenuto e continua ad avvenire, a conferma che le azioni di educazione sanitaria e prevenzione intraprese non sono sufficienti».

Dure anche le valutazioni nei confronti dei nuovi prodotti del tabacco e della sigarette elettroniche. Il Comitato sostiene che la maggior parte dei consumatori in realtà usa in parallelo le sigarette elettroniche e quelle tradizionali: «si fuma la sigaretta convenzionale dove è possibile farlo e si “svapa” quella elettronica nei luoghi dove esiste il divieto di fumo. In questi prodotti di nuova generazione, sebbene non si raggiunga la combustione, la nicotina è comunque presente nel prodotto (ad eccezione del vapore aromatizzato), ingenera dipendenza, che limita la libertà individuale, è responsabile di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari e costituisce uno dei più recenti ostacoli alla lotta contro il tabagismo».

 

sigaretta elettronica

 

Le azioni suggerite

Da questo quadro deriva dunque l’insieme di azioni suggerite a Governo e Parlamento.

Oltre a quella di estendere il divieto di fumo a spiagge e giardini, la mozione chiede di «promuovere una informazione corretta sui pericoli dell’uso del tabacco per sé e per gli altri (fumo passivo) e, pertanto, rendere efficace la campagna antitabagismo nelle scuole di ogni ordine e nei luoghi di lavoro».

Ancora: suggerisce di «promuovere ricerche per la valutazione ed applicazione di misure restrittive – si legge nella mozione – C’è evidenza che un aumento del prezzo delle sigarette e altri tabacchi, tramite aumento delle accise, comporta una riduzione dei consumi di questi prodottie dell’iniziazione al fumo nei giovani, con un aumento -non di poco conto-anche del gettito fiscale».

Il Comitato chiede inoltre di inibire la pubblicità, anche occulta, di prodotti e marchi del tabacco e delle sigarette elettroniche e di prevedere la possibilità che siano rimborsati i farmaci per il trattamento del tabagismo.

Codacons: bene spiagge smoking free

Spiagge e parchi liberi dal fumo piacciono al Codacons.

«Nei mesi scorsi il Codacons ha inviato una diffida a tutte le Prefetture e ai Comuni ubicati sui litorali affinché venisse vietato il fumo in spiaggia, e molte amministrazioni si sono attivate in tal senso, al punto che dalla Liguria alla Sardegna, passando per Lazio e Puglia, la scorsa estate si sono moltiplicate le spiagge “smoking free” – commenta il presidente Carlo Rienzi – È  evidente però che ancora non basta, e la strada per tutelare la salute dei cittadini dal fumo passivo e l’ambiente dai mozziconi di sigaretta è ancora lunga. Per questo appoggiamo la proposta del Comitato di Bioetica e ci attiveremo presso gli enti nazionali e locali affinché il divieto di fumo sia esteso a tutti i luoghi pubblici».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

2 thoughts on “Vietare il fumo in spiagge e giardini pubblici. La proposta del Comitato nazionale di bioetica

  1. MAGARI FOSSE VERO! si va al mare x respirare aria buona e ti tocca subire il fumo dei vicini d’ombrellone!

  2. MAGARI! E non dimentichiamo i balconi privati, la mia vicina mi appesta mentre sto fuori sul mio balcone oppure ogni stanza, perché rimane fuori a fumare PER ORE!

Parliamone ;-)

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