I consumatori sanno quali sono gli alimenti ritirati dal mercato perché contaminati da batteri patogeni o irregolari nell’etichetta (magari con errori nella data di scadenza)? Si tratta di informazioni fondamentali alla salute dei cittadini. Eppure non sempre è facile trovarle. Ilfattoalimentare.it ha lanciato una petizione on line su Change.org per invitare il Ministero della salute e le catene dei supermercati a pubblicare la lista e le foto dei prodotti alimentari pericolosi ritirati dagli scaffali.

La petizione fa esplicito riferimento all’ultimo scandalo alimentare che ha coinvolto diversi lotti di frutti di bosco surgelati prodotti da 4 aziende diverse, che hanno provocato 400 casi di epatite A. “Purtroppo la maggior parte delle persone colpite non è stata avvertita in modo adeguato dai supermercati e dalle autorità e si è ammalata – si legge nel testo della petizione – Il Ministero della salute ha diffuso un comunicato dopo molte settimane, carente e senza fotografie. Per rendersene conto, basta dire che alcune aziende coinvolte nell’epidemia hanno deciso di non pubblicare né l’annuncio né le foto delle confezioni sul proprio sito”.
Ma non c’è solo il caso dei frutti di bosco contaminati; a fine luglio è scoppiata un’allerta botulino (poi rientrata) per dei vasetti di pesto. Nonostante la gravità della situazione (le tossinfezioni da botulino possono essere mortali) e la vendita di decine di migliaia di vasetti, il Ministero della salute ha aspettato 3 giorni prima di pubblicare le foto del prodotto e anche i supermercati coinvolti hanno fornito informazioni con esagerato ritardo.
Mentre ogni anno le catene ritirano dagli scaffali decine di alimenti per problemi anche molto seri, i clienti raramente sono informati, e solo in pochi casi viene esposto un piccolo cartello nei punti vendita. Perché le campagne di ritiro dei prodotti non sono pubblicizzate attraverso i siti dei supermercati? Perchè il Ministero della salute diffonde solo occasionalmente le notizie dei prodotti oggetto di allerta, e quando lo fa, in genere non propone le foto? Altri paesi europei pubblicizzano regolarmente le campagne di richiamo.
“Eppure in Italia esiste l’art. 19 del reg. 178/2002 che obbliga i produttori e i supermercati “ad informare i consumatori in maniera efficace e accurata, specificando i motivi del ritiro e, se necessario, richiamare i prodotti già venduti per tutelare la salute”. Da qui, le richiesta del Fatto alimentare: “Chiediamo al Ministero della salute di diffondere con regolarità sul proprio sito e attraverso i media le foto e le schede di tutti i prodotti alimentari richiamati dal mercato perchè ritenuti pericolosi per la salute e di affiancare a queste notizie l’elenco dei punti vendita in cui sono stati commercializzati. Chiediamo al Ministero della salute di verificare che anche i supermercati seguano questo iter quando le contaminazioni riguardano: Botulino, Listeria, Norovirus, epatite e altre gravi problemi alimentari.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

1 thought on “Alimenti ritirati, ilfattoalimentare.it: Ministero e supermercati pubblichino liste

  1. Concordo pienamente con la richiesta fatta al Ministro della Salute, relativamente alla notizia letta in questa newsletter: “Da qui, le richiesta del Fatto alimentare: “Chiediamo al Ministero della salute di diffondere con regolarità sul proprio sito e attraverso i media le foto e le schede di tutti i prodotti alimentari richiamati dal mercato perchè ritenuti pericolosi per la salute e di affiancare a queste notizie l’elenco dei punti vendita in cui sono stati commercializzati. Chiediamo al Ministero della salute di verificare che anche i supermercati seguano questo iter quando le contaminazioni riguardano: Botulino, Listeria, Norovirus, epatite e altre gravi problemi alimentari.”

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