Nel 2016, la raccolta dei premi assicurativi in Italia si arresta a 134 miliardi di euro, registrando un calo di 8,2 punti percentuali dopo 3 anni di progressiva crescita. È quanto emerge dal Rapporto annuale Ania sul settore assicurativo. A risentire maggiormente della particolare congiuntura economica che si è verificata quest’anno è stato soprattutto il ramo vita. Una ripresa economia ancora contenuta, tassi di interesse ancora molto bassi e mercati finanziari volatili hanno fatto sì che la raccolta per il comparto è stata pari a 102 miliardi di euro, l’11% in meno rispetto al massimo storico raggiunto nel 2015.

“Nonostante ciò, l’assicurazione vita continua a rappresentare una delle forme più impor tanti di impiego del risparmio”, afferma nel suo discorso la presidente di Ania, Maria Bianca Farina. Nel 2016, le riserve tecniche sono state pari al 14,9% dello stock di attività finanziarie delle famiglie italiane, in aumento dal 13,8% dell’anno precedente. Il rendimento medio lordo riconosciuto agli assicurati dalle polizze tradizionali nel 2016 è stato pari al 3,24%.

Per quanto riguarda il comparto danni, la raccolta dei premi è stata di circa 32 miliardi, in calo dell’1,0% rispetto al 2015. Tale dinamica è il risultato di una diminuzione significativa dei premi nel ramo r.c. auto (-5,6%) e di un aumento negli altri rami danni (+2,6%).

Per la r.c. auto si tratta della quinta variazione negativa consecutiva: tra il 2012 e il 2016 la raccolta premi è diminuita di circa il 25%, tornando ai livelli della fine degli anni novanta.

In valore assoluto, il premio medio delle autovetture è diminuito in cinque anni di oltre 155 euro, scendendo da 567 euro nel marzo 2012 a 412 euro nel marzo 2017, incluse le tasse. Su un parco di quasi 31 milioni di veicoli, la riduzione di quanto pagato dagli italiani è arrivata a quasi 5 miliardi nell’ultimo anno. Il calo dei premi ha comportato una sensibile riduzione del gap tariffario – ormai pari a 100 euro – rispetto alla media di Francia, Germania, Regno Unito e Spagna.

Su questo punto però non tutti sembrano essere d’accordo. L’Unione Nazionale Consumatori sottolinea infatti che “pochi giorni fa l‘Ivass ha riportato nella relazione annuale un divario con Germania, Francia e Spagna pari a 140 euro“.

“Inoltre”, spiega Massimiliano Dona, presidente UNC, citando ancora Ivass, “la riduzione del premio medio così come la lieve attenuazione del divario all’interno del paese, non è dovuto alla magnanimità o alla maggiore efficienza delle compagnie assicurative ma più semplicemente alla riduzione della circolazione dovuta alla crisi economica. Vedremo, quindi, se proseguirà il trend di discesa, anche nel 2017, a fronte di un aumento della circolazione e, conseguentemente, dei sinistri”.

 

Notizia pubblicata il 05/07/2017 ore 17.00

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