Autismo, in Italia 1 bambino su 77 presenta un disturbo dello spettro autistico

Autismo, in Italia 1 bambino su 77 presenta un disturbo dello spettro autistico

Ricorre oggi, 2 aprile, la Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo (World Autism Awareness Day), istituita nel 2007 dall’Assemblea Generale dell’ONU per richiamare l’attenzione sui diritti delle persone affette da disturbi dello spettro autistico.

Si tratta di disturbi del neurosviluppo, caratterizzati da una compromissione qualitativa nelle aree dell’interazione sociale e della comunicazione, e da modelli ripetitivi e stereotipati di comportamento, interessi e attività – spiega il Ministero della Salute. – I sintomi e la loro severità possono manifestarsi in modo differente da persona a persona, pertanto i bisogni specifici e la necessità di sostegno sono variabili e possono mutare nel tempo.

“Mentre lavoriamo insieme per riprenderci dalla pandemia COVID-19, un obiettivo chiave deve essere quello di costruire un mondo più inclusivo e accessibile che riconosca i contributi di tutte le persone, comprese le persone con disabilità – è il messaggio del Segretario Generale dell’Onu António Guterres. – Per le persone con autismo, l’accesso a un lavoro dignitoso su base paritaria richiede la creazione di un ambiente favorevole, insieme a sistemazioni ragionevoli”.

Autismo, l’Osservatorio nazionale

In Italia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale per il monitoraggio dei disturbi dello spettro autistico1 bambino su 77 (età 7-9 anni) presenta un disturbo dello spettro autistico. In particolare, i bambini sono colpiti 4,4 volte in più rispetto alle bambine.

“Questi dati – scrive il Ministero della Salute – sottolineano la necessità di politiche sanitarie, educative e sociali atte a incrementare i servizi e migliorare l’organizzazione delle risorse a supporto delle famiglie”.

 

Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull'Autismo
Giornata Mondiale per la Consapevolezza sull’Autismo

 

In occasione di questa Giornata l’Istituto Superiore di Sanità presenta le novità del portale istituzionale dell’Osservatorio Nazionale Autismo (OssNA), che dal 6 aprile avvierà la mappatura dei servizi nazionali dedicati alla diagnosi e presa in carico delle persone nello spettro autistico in tutte le età della vita.

 

 

L’obiettivo è quello di fornire ai cittadini una mappa semplice e accessibile di tutti i servizi, di garantire ai professionisti la consultazione delle Linee guida e delle informazioni scientifiche e condividere i percorsi per il riconoscimento precoce e i trattamenti.

Le persone interessate potranno, dunque, consultare e scaricare materiale informativo, che i ricercatori dell’ISS stanno elaborando in collaborazione con le principali associazioni dei genitori e scientifiche nazionali ed internazionali e l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Riconoscimento e diagnosi precoce, la rete nazionale degli specialisti

Inoltre è stata potenziata, nell’ambito delle attività del Fondo Autismo coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, la rete dei servizi educativi della prima infanzia, dei pediatri di famiglia, delle neonatologie e terapie intensive neonatali e delle Unità Operative di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza.

L’obiettivo è quello di promuovere un’osservazione efficace per monitorare la traiettoria di neurosviluppo del bambino e inviarlo tempestivamente a una valutazione specialistica.

Tutte le Regioni, infine, sono impegnate nella definizione di percorsi differenziati per il trattamento specifico dei disturbi presentati e per la promozione delle autonomie, inclusi percorsi per l’inclusione lavorativa e la promozione dell’autonomia abitativa.

Autismo, il ruolo del pediatra nella diagnosi precoce

Secondo l’Istituto di Ortofonologia, un ruolo importante nell’individuazione dei segnali di rischio spetta al pediatra. Teresa Mazzone, presidente del Sindacato italiano specialisti pediatri (Sispe), spiega quali sono le bandierine rosse che devono richiamare la sua attenzione:

“I pediatri devono fare attenzione se a 6 mesi il bambino non sorride; se entro i 9 mesi non mostra emozioni o espressioni facciali particolari; se entro i 12 mesi non indica o mostra, o non si gira se chiamato per nome; se entro i 14 mesi – precisa Mazzone- non indica gli oggetti distanti; o, ancora, se entro i 16 mesi non pronuncia delle paroline”.

“Piccoli indicatori che si possono approfondire nel proprio ambulatorio – consiglia la pediatra – perché una diagnosi precoce e un intervento riabilitativo precoce hanno un’importanza enorme nella prognosi del bambino e della sua famiglia”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

Parliamone ;-)