giustizia

In passato se non si aveva il biglietto per la partita della squadra del cuore o per il concerto del cantante preferito a cui proprio non si voleva mancare era necessario andare allo stadio con largo anticipo e cercare di intercettare i bagarini che, a fronte di una “piccola” maggiorazione di prezzo, vendevano i biglietti a fan e tifosi. Oggi ai tempi di Internet sono cambiate le modalità di questa pratica commerciale, illegale prima ancora che scorretta, ma la sostanza dell’azione è rimasta invariata. L’ultimo caso di bagarinaggio online di cui si sono occupate le cronache è stato quello legato al concerto dei Coldplay previsto per il prossimo luglio a Milano. All’apertura della prevendita si sono scatenati migliaia di acquisti in pochi secondi. Biglietti al prezzo di vendita ufficiale terminati e i fan del gruppo si sono ritrovati costretti a rivolersi ad altri rivenditori. Risultato: prezzi aumentati di percentuali usuraie.

Ma quello dei Coldplay non è un caso isolato. Già lo scorso anno, in occasione del concerto di Bruce Springsteen, nel primo giorno di vendita online, si volatilizzarono più di trentamila biglietti in un istante. Forte il sospetto che dietro ci sia un business milionario. Su questa ipotesi, il pm Adriano Scudieri ha aperto un’inchiesta in cui ipotizza i reati di “sostituzione di persona” e “truffa informatica”. Il fascicolo, come si apprende da fonti stampa (repubblica.it) è stato aperto dopo che Claudio Trotta, promoter della Barley Arts, il 10 febbraio scorso lanciava pesanti sospetti sul modo in cui erano stati acquistati i biglietti per il concerto del Boss a San Siro. “C’è un giro dietro a questi acquisti di massa che va smascherato”, aveva denunciato.

E in effetti, considerando il costo di 670 euro per un singolo biglietto raggiunto sui siti “alternativi”, il sospetto sembra essere non del tutto infondato e i primi riscontri investigativi sembrano suffragare i reati indicati. Le fiamme gialle hanno acquisito i dati dei siti a cui la Barley Arts si era affidata per la distribuzione dei biglietti del concerto di Springsteen, risalendo a ritroso a coloro che hanno fornito i dati anagrafici e bancari per l’acquisto.

Nonostante i siti ufficiali consentano un acquisto massimo di 4 biglietti per volta, risulta che il regolamento sia stato aggirato usando profili falsi o dati di persone reali con tanto di estremi bancari in regola. Un meccanismo che il server della biglietteria online non è riuscito a bloccare. L’inchiesta vuole anche accertare se dietro a queste vere e proprie truffe, ci siano iniziative singole, o invece un’organizzazione ben strutturata. L’indagine, infatti, non riguarda solo l’esibizione italiane di Springsteen.

Anche l’Authority per la concorrenza e il mercato si è mosso per fare chiarezza su questi strani episodi avviando un’istruttoria per verificare se siano state violate le “regole del consumo”. 

“Finalmente qualcosa si muove a tutela dei giovani sull’incetta e rivendita a prezzi folli dei biglietti dei concerti”, ha dichiarato il Codacons, che esprime soddisfazione per l’apertura del procedimento penale, chiedendo il sequestro di tutti i biglietti emessi e la loro riemissione senza aggiottaggio.

“Tutto il sistema ruoterebbe sulla possibilità di evadere diritti SIAE e tasse dalla rivendita fatta da soggetti stranieri dei biglietti con ricarico del prezzo dieci volte superiore”, continua il Codacons. “La parte fondamentale però di tutto l’imbroglio è tutelare subito i ragazzi e la loro sfera di libertà e diritti così gravemente calpestati da un sistema on-line fuori controllo”.

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