In calo il costo dei conti correnti. Nel 2015 la spesa media per la gestione di un conto corrente è stata di 76,5 euro, in calo di 5,8 euro rispetto all’anno precedente. A essere convenienti sono soprattutto i contratti più recenti, perchè le banche applicano in genere condizioni economiche più favorevoli per la nuova clientela. Dal 2010 la spesa di gestione dei conti correnti è diminuita di oltre 14 euro. Così la Banca d’Italia nell’indagine annuale sull’onerosità dei conti correnti, fatta su un campione di 13.200 conti con dati acquisiti presso 622 sportelli di 178 banche e 46 dipendenze postali.

bankitaliaNel 2015 la spesa media di gestione dei conti correnti è diminuita di 5,8 euro rispetto all’anno precedente, attestandosi a 76,5 euro. L’onerosità complessiva è determinata principalmente dall’ammontare delle spese fisse e dal numero di operazioni effettuate nell’anno – spiega Bankitalia – La spesa per canoni e per gli altri oneri fissi è diminuita di 3,9 euro, per effetto principalmente dei minori canoni di base (-3,3 euro); le spese variabili sono diminuite di 1,9 euro per effetto delle minori commissioni, che hanno compensato la crescita del numero medio di operazioni effettuate (da 140,4 a 143,8 unità); a parità di operazioni le spese variabili sarebbero diminuite di 2,1 euro per effetto delle minori commissioni unitarie”. I contratti più recenti sono quelli con condizioni economiche migliori: fra di essi, la metà dei correntisti ha sostenuto una spesa inferiore a 61,1 euro (in calo rispetto ai 63,6  euro del 2014 e ai 66,3 euro del 2013).

Tutto questo si inserisce in un quadro che Bankitalia definisce di “progressiva riduzione della spesa” perché “nel periodo 2010-2015 la spesa di gestione dei conti è diminuita in media del 3,4 per cento annuo, con una variazione complessiva di 14,6 euro (era pari a 91,1 euro nel 2010). La contrazione della spesa, avvenuta in concomitanza con l’aumentata operatività della clientela è dipesa per l’86 per cento dalle minori spese fisse e per la parte restante dalle minori commissioni applicate sulle disposizioni”. Molto meno costosi sono i conti correnti postali: nel 2015, la spesa media si è attestata a 49 euro, 4,6 euro in meno rispetto al 2014.

Sono numeri che non convincono l’Unione Nazionale Consumatori. “Dati inverosimili – commenta l’associazione – Considerato che, secondo i dati BCE, nel 2015 i ricavi netti derivanti dalle commissioni bancarie hanno sfiorato i 30 miliardi di euro (29,675), 2,102 mld in più rispetto al 2014, con un balzo annuo del 7,6%, ci sorge spontanea una domanda: come vengono fatti questi calcoli?”.

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