Nell’area euro prosegue la ripresa economica. E “ci si attende che l’espansione economica nell’area dell’euro proceda a un ritmo moderato ma in via di rafforzamento”. Sul versante dell’inflazione, è probabile che “al volgere dell’anno” questa si porti oltre l’1%. È quanto afferma la Banca Centrale Europea nell’odierno bollettino economico. La BCE sottolinea che “nel terzo trimestre del 2016 il PIL in termini reali dell’area è aumentato dello 0,3% sul periodo precedente, mostrando un’evoluzione analoga a quella del secondo trimestre”.

“I dati più recenti, soprattutto i risultati delle indagini congiunturali, segnalano – prosegue la BCE – il perdurare della tendenza di crescita nel quarto trimestre del 2016”.

La prospettiva attesa è dunque quella di una espansione economica che va avanti “a un ritmo moderato ma in via di consolidamento”, dice la BCE. Che spiega: “Il miglioramento della redditività delle imprese e le condizioni di finanziamento molto favorevoli seguitano a promuovere la ripresa degli investimenti. I continui miglioramenti dell’occupazione, che traggono beneficio anche dalle passate riforme strutturali, forniscono sostegno al reddito disponibile reale delle famiglie e ai consumi privati. Al tempo stesso, vi sono indicazioni di un certo rafforzamento della ripresa mondiale. Tuttavia, secondo le aspettative, la crescita economica nell’area sarebbe frenata dalla lenta attuazione delle riforme strutturali e dagli aggiustamenti di bilancio rimasti da compiere in diversi settori”.

Le proiezioni macroeconomiche indicano un aumento del Pil in termini reali dell’1,7% nel 2016 e nel 2017 e dell’1,6%  nel 2018 e nel 2019. Per la BCE “i rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro restano orientati verso il basso”. L’inflazione dovrebbe aumentare e superare l’1%. “ È probabile che l’inflazione aumenti ancora significativamente al volgere dell’anno portandosi oltre l’1% – scrive la BCE – soprattutto a seguito degli effetti base del tasso di variazione sui dodici mesi dei prezzi dell’energia. Sostenuti dalle misure di politica monetaria della BCE, dalla prevista ripresa dell’economia e dalla corrispondente riduzione graduale della capacità produttiva inutilizzata, i tassi di inflazione dovrebbero salire ulteriormente nel 2018 e nel 2019”.


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