I consumatori preferiscono i biscotti con la lista degli ingredienti “corta” e semplice. Con solo ingredienti naturali. Un’etichetta di questo tipo rimanda all’idea di un prodotto più semplice ma anche più genuino, più vicino all’idea dei biscotti fatti in casa. A evidenziarlo una ricerca condotta dallo storico marchio di biscotti Doria in collaborazione con l’Università Luiss Guido Carli, fatta con un panel di consumatori selezionati messi di fronte a confezioni di biscotti “neutri”, presentati senza marchio né brand. L’esperimento aveva l’obiettivo di identificare il tipo di biscotto che i consumatori sceglierebbero basandosi unicamente sulla lista degli ingredienti, senza ulteriori informazioni o indicazioni in grado di far risalire alla marca del prodotto.

Il test è stato fatto con un campione di 130 responsabili di acquisto, di età compresa fra 20 e 64 anni, il 70% donne, acquirenti e consumatori di biscotti frollini; il 30% di loro è stato selezionato fra gli abituali compratori di biscotti salutistici. In una sala sono state predisposte su un tavolo sei confezioni di biscotti di varia misura, tutte rigorosamente “neutre”, di colore bianco e senza foto, testi o loghi riconducibili a brand reali. A fianco di ogni confezione la lista degli ingredienti, fedele all’effettiva composizione del prodotto. I consumatori sono stati invitati a osservare le confezioni, leggere con attenzione gli ingredienti e selezionare i biscotti ritenuti più adatti per loro.

Il 74% dei consumatori si è espressa a favore dei biscotti corredati dalla lista degli ingredienti corta e semplice da decodificare, percepita come più genuina e salutare. “Ciò conferma – si legge in una nota –  che la maggioranza dei consumatori, chiamati a focalizzare l’attenzione sulla qualità della lista degli ingredienti senza il condizionamento visivo costituito dai segni distintivi dei singoli brand, si è orientata spontaneamente verso le preparazioni più familiari e meno complesse. Pare dunque possibile ipotizzare che la presenza di pochi ingredienti venga interpretata dal consumatore come vicinanza alla dimensione rassicurante del dolce “fatto in casa-fatto con cura”. Allo stesso modo, l’indagine mostra come le etichette contenenti lunghe liste di ingredienti o indicazioni scritte in un linguaggio troppo tecnico per il consumatore tendono a essere male interpretate o non considerate un elemento valorizzante”.

Semplice è meglio, insomma. I consumatori chiedono chiarezza e una etichetta breve diventa “garanzia di qualità”. Non a caso l’azienda ha portato sul mercato una linea di biscotti caratterizzati proprio dal richiamo alla semplicità e a pochi ingredienti. E porta a sostegno della ricerca l’interpretazione di Giorgio Donegani, tecnologo alimentare esperto in nutrizione ed educazione alimentare, che ha commentato così i risultati dell’esperimento: “In un momento in cui la comunicazione sui temi del cibo è spesso ansiogena, a volte contraddittoria e comunque difficile da interpretare, emerge un naturale bisogno di chiarezza. L’etichetta, in un certo senso la carta d’identità dei prodotti, è il primo strumento che si ha a disposizione per effettuare scelte d’acquisto consapevoli, e un’etichetta breve, nella quale si ritrovino gli ingredienti tipici della tradizione, diventa oggi garanzia di qualità. Non soltanto con riferimento ai valori della genuinità, della sicurezza e della bontà, ma vista anche come espressione di quella cultura alimentare che nei secoli ci ha portato alla costruzione di un sano rapporto con il cibo”.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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