Attenzione alle borse dell’acqua calda che si riscaldano elettricamente. Il CRTCU di Trento denuncia due casi (a distanza ravvicinata) di rottura del prodotto per scoppio: le vittime, tra cui un minore, hanno avuto gravi ustioni sulcorpo. Si tratta di due borse di acqua calda contenenti una sostanza chimica che se riscaldata elettricamente può raggiunge temperature fino ai 70°.
In entrambi i casi il peso del corpo dei consumatori ha determinato lo scoppio del contenitore lasciando fuoriuscire il contenuto bollente. L’Associazione ha segnalato il prodotto alla DG Sanco. “Il livello di sicurezza dei prodotti richiesto dalle regole comunitarie è elevato; quanto segnalatoci non può e non deve accadere. Si ritiene che i prodotti in questione non rispettino le necessarie norme di sicurezza”, commenta Carlo Biasior direttore del CRTCU. La segnalazione al Ministero dello Sviluppo Economico, alla CCIAA e alla Guardia di Finanza è stata inoltrata dal CRTCU con la richiesta di provvedere alle verifiche e al sequestro, se del caso, di tutti i prodotti del genere ritenuti pericolosi, e non solo sul territorio trentino. Ognuno degli organi competenti si è attivato tempestivamente per garantire la salute dei consumatori.
I consumatori sono invitati a verificare la presenza del marchio CE sull’etichetta del prodotto. In caso di mancanza di etichetta o, addirittura, del marchio CE si consiglia di non utilizzare il prodotto. Si rivolge un invito anche ai commercianti di controllare la presenza di questi prodotti tra quelli da loro messi in vendita, verificandone la conformità ed eventualmente segnalando anomalie al Ministero dello Sviluppo Economico e alla CCIAA di Trento; “si ricorda che le imprese hanno un vero e proprio obbligo di collaborazione in materia di sicurezza dei prodotti, obbligo previsto e sanzionato dal Codice del Consumo!”, continua Carlo Biasior.
Il CRTCU ha interessato, inoltre la Commissione europea, DG Sanco, affinché vengano adottate indonee misure di sicurezza da rispettare nella realizzazione di prodotti simili.

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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