”Non fare il bullo. Non essere bullo è figo”. Lo dice Francesco Totti in un videomessaggio perché testimonial, insieme alla cantante Noemi, del progetto di legge sulla prevenzione e il contrasto del bullismo e del bullismo informatico. La proposta è stata presentata oggi presso la sala delle Colonne della Camera dei Deputati dalla sua stessa ideatrice, la deputata Micaela Campana.
“Questa proposta nasce per aprire un percorso nazionale. E’ un progetto che si origina dal basso, da una dialogo con studenti, insegnanti,  genitori e associazioni”, spiega Micaela Campana. Il bullismo e il cyberbullismo sono “fenomeni dilaganti, ma ancora poco conosciuti. I numeri che si hanno provengono da piccole statistiche”, aggiunge Campana. Secondo il Censis il 22,3% delle famiglie ha denunciato frequenti atti di bullismo nelle classi frequentate dai figli . Nella maggioranza dei casi i genitori segnalano offese ripetute ai danni dell’alunno e nel 21,4% dei casi furti di oggetti personali.  Per il cyberbullismo ai numeri si sostituiscono i nomi, come quelli delle storie di Carolina, Nadia e Aurora, ricordate nel messaggio inviato dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini: “ Tre ragazze di cui la cronaca chi ha parlato nell’ultimo anno, Aurora appena una settimana fa. E questa cronaca ci ha raccontato di come abbiano deciso di farla finita perché si erano sentite insultate e umiliate fino al punto di considerare la vita un peso insopportabile”.
“Tutti dobbiamo rivolgere alla rete una nuova e specifica attenzione, commisurata all’importanza che questa ha assunto nella nostra vita di tutti i giorni, specie in quella dei ragazzi – prosegue Boldrini nel videomessaggio e aggiunge: gli strumenti di intervento possono essere diversi e complementari come una nuova legge e un’autoregolamentazione che faccia partecipare anche gli operatori che forniscono servizi in rete come vuol fare il codice promosso dal Ministero per lo Sviluppo Economico”.
Una legge, quindi, che potrebbe essere la conclusione dell’iter appena intrapreso dalla proposta  che a maggio verrà già discussa in Commissione Giustizia alla Camera. In particolare, il progetto definisce chiaramente sia il fenomeno del bullismo che del cyber bullismo precisando la punizione con la reclusione da 6  mesi a 4 anni per chiunque sia artefice di tali atti “cagionando un perdurante e grave stato di ansia o paura ovvero ingenera un fondato timore per la propria incolumità”. Pene con i conseguenti limiti per i minori di 18 anni e di 14 anni secondo quanto previsto dal Codice Penale. La proposta prevede anche che chi abbia procurato danni a una struttura scolastica sia chiamato a ripararli. Nel testo anche la possibilità per il dirigente scolastico, a conoscenza di atti di bullismo o cyberbullismo,di convocare una riunione con i soggetti coinvolti e uno psicologo e predisporre percorsi ad personam per l’assistenza alla vittima e la rieducazione al bullo. Nei casi più gravi il dirigente è tenuto infine a sporgere denuncia all’autorità giudiziaria.
Alla presentazione della proposta sono presenti anche i ragazzi. In particolare gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado di Caponago (Monza e Brianza). Non solo spettatori, ma anche protagonisti con un video, dal titolo #WEARE,  creato da loro stessi per raccontare il cyberbullismo. Un video che recita “Non siete soli! Aiutiamoci! Non state fermi a guardare! Basta!”. Un invito a reagire al cyber bullo sia che si sia vittime che spettatori. Un invito all’educazione alla nuova cittadinanza digitale.
Clicca qui per vedere il video i #WEARE
A cura di Silvia Biasotto

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