Caro caffè, col boom delle quotazioni i consumatori devono prepararsi alla stangata sull’espresso? (Foto Chevanon Photography per Pexels)

I consumatori devono prepararsi al caro caffè? Risuonano da qualche giorno gli allarmi sul probabile rincaro del classico espresso al bar, e non solo, a causa del recente boom delle quotazioni delle materie prime, il caffè e – per altro verso – il cacao. I consumatori si preparino ai rincari, avverte il Codacons, mentre Assoutenti spiega che “i rialzi delle quotazioni del caffè sui mercati internazionali rischiano di avere ripercussioni dirette sulle tasche degli italiani, portando ad un rincaro del costo della classica tazzina al bar”.

Nuovi record per le quotazioni di caffè e cacao

Sui mercati internazionali si registrano nuovi record per le quotazioni di cacao e caffè.

Il Codacons ha monitorato l’andamento delle quotazioni negli ultimi mesi e segnala rincari del 154% da gennaio ad aprile per il cacao e aumenti meno consistenti, ma comunque di rilievo, per i prezzi di arabica e robusta. Nel dettaglio, spiega l’associazione, all’inizio di gennaio il prezzo del cacao era pari a circa 4.250 dollari la tonnellata, mentre il 24 aprile le quotazioni sui mercati avevano raggiunto quota 10.800 dollari, con un incremento del +154% da inizio anno. “

Trend analogo – prosegue l’associazione – si registra per il caffè, con il Robusta che è passato dai 2.800 dollari la tonnellata dello scorso gennaio ai 4.250 dollari del 24 aprile, segnando un +51,8%, mentre l’Arabica nello stesso periodo sale da 190 a 224 centesimi alla libbra (+18%)”.

Queste quotazioni rischiano di ripercuotersi in rincari a raffica sui molti alimenti a base di cacao e caffè. Per questo comparto nel suo insieme, spiega il Codacons, gli italiani spendono oltre 10,2 miliardi di euro all’anno, pari a circa 392 euro a famiglia.

“Il giro d’affari del cioccolato nel nostro Paese è di circa 2 miliardi di euro, con un consumo procapite di circa 2 kg. Cialde e capsule valgono 595 milioni di euro annui, mentre il caffè per moka registra vendite per 640 milioni di euro. 7 miliardi di euro il business del caffè espresso consumato al bar”.

Con un aumento dei listini al dettaglio del 5% i consumatori andrebbero incontro a una stangata da 510 milioni di euro solo per i consumi di caffè e cioccolato.

Esercenti: no allarmismi sul caro caffè

Gli esercenti per il momento tranquillizzano: l’aumento della materia prima caffè non si è (ancora) spostato sulla tazzina di caffè.

«I costi di acquisto della materia prima caffè sono aumentati, e non solo quelli, ma la maggior parte degli imprenditori li sta assorbendo senza scaricarli sui clienti – ha detto Giancarlo Banchieri, presidente di Fiepet Confesercenti – In sostanza, il caro-tazzina ancora non c’è: e se è vero che nei centri storici delle località turistiche un espresso al banco può arrivare a costare in alcuni casi 1,5 euro, nella maggior parte dei bar si trova ancora tra 1 e 1,2 euro, lo stesso prezzo del 2020. E questo nonostante i costi per gli esercenti siano aumentati in questi quattro anni anche del 20%, tra materia prima, lavoro ed energia».

Per Banchieri dunque «gli allarmismi sui rincari rischiano solo di fare confusione e fare di tutta l’erba un fascio. Poi, se sulla scia delle tensioni internazionali i costi della materia prima dovessero aumentare ancora, il rischio incrementi del prezzo di vendita, del tutto legittimi del resto, diventerebbe concreto».

 

caffè
2022. Quanto costa il caffè al bar? In media 1,10 euro e con i prezzi al rialzo (fonte foto: pixabay)

 

Caffè al bar, la tazzina costa in media 1,20 euro

Intanto in tre anni il prezzo medio della tazzina di caffè al bar è già rincarato del 15%, stima Assoutenti.

L’associazione ha messo a confronto il prezzo della tazzina di caffè al bar nel 2021 e quest’anno e segnala che oggi il prezzo medio si attesta a 1,18 euro nelle principali città italiane.

“Solo 3 anni fa, nel 2021, il costo medio dell’espresso era di 1,03 euro: questo significa – spiega Assoutenti – che gli italiani hanno già subito un aumento del 14,9% per quella che è una tradizione quotidiana irrinunciabile per milioni di cittadini”.

Oggi il primato del caro caffè al bar è di Bolzano con un prezzo medio di 1,38 euro a tazzina, seguita da Trento (1,31 euro) mentre Catanzaro, con una media di 0,99 euro, risulta la città più economica, superando Napoli (1,05 euro). Tutte le città segnalano rincari per la tazzina di espresso compresi fra il 2,9% di Aosta e il 28% di Pescara. Nella maggior parte delle città i rincari sono a due cifre.

«Temiamo che i rialzi delle quotazioni del caffè possano portare nelle prossime settimane a incrementi dei prezzi sia per le consumazioni al bar (caffè, cappuccino, ecc.) sia per il caffè in polvere venduto nei supermercati – ha detto il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – Anche pochi centesimi di aumento determinerebbero una stangata sulle tasche dei consumatori, considerato che in Italia vengono serviti nei locali pubblici circa 6 miliardi di caffè all’anno per un giro d’affari dell’espresso pari a circa 7 miliardi di euro annui».


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