Le cannucce non sono indispensabili. Se proprio si vogliono usare, basta spezzare uno zito a metà: uno va nella bibita, una nel sugo. In spiaggia non si mangia con posate e bicchieri in plastica: meglio mangiare con le mani. Avete mai provato a gustare pasta e patate di nonna col cucchiaio di plastica? Impossibile. Come pure lo è mettere in caffè di nonna nel bicchierino di plastica: con tutto il tempo che è stato sul fuoco non è più caffè, “è lava”. E in mare va solo una plastica: quella del fenicottero, dei gonfiabili, che poi si riportano a casa (anche perché costano cari). Così il nuovo video diffuso oggi da Casa Surace, realizzato in collaborazione con Greenpeace Italia, affronta con ironia il tema della lotta alla plastica usa e getta.

Come ridurre l’utilizzo della plastica monouso e combattere l’inquinamento da questo materiale nei nostri mari? Lo racconta col sorriso il nuovo video di Casa Surace. Pochi minuti per spiegare in modo originale come si possa fare a meno di oggetti in plastica – bicchieri, piatti, posate, cannucce – che vengono utilizzati soltanto per pochi minuti, ma che in realtà hanno un impatto devastante e duraturo sull’ambiente e nei mari. “Siamo molto contenti della collaborazione con Casa Surace, il loro video risponde con semplicità e intelligenza ai dubbi più comuni sulla plastica monouso, e dimostra come sia possibile sostituirla nella nostra vita quotidiana  – commenta Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia – Nonostante infatti si parli sempre più spesso dell’inquinamento da plastica usa e getta, c’è bisogno di soluzioni, anche semplici, che evitino un peggioramento del fenomeno”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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