La Commissione europea vuole rafforzare il sistema europeo di risposta alle catastrofi naturali. Seguendo due linee di azione principali: potenziare la prevenzione e rafforzare le capacità di risposta attraverso aerei antincendio, sistemi di pompaggio dell’acqua e squadre di ricerca. Queste andranno a formare una speciale riserva europea di risorse per gli interventi di protezione civile che interverrà a sostegno degli Stati colpiti da catastrofi naturali e con risorse insufficienti.

La Commissione europea ha presentato oggi un piano per rendere più efficace la sua capacità di contrastare le catastrofi naturali quali terremoti, incendi o inondazioni. Soltanto nel 2017, più di 200 persone sono morte a causa delle catastrofi naturali che hanno colpito l’Europa e più di un milione di ettari di foreste è andato distrutto. Oltre a un pesante bilancio di vite umane, le conseguenze economiche dei disastri naturali sono ingenti: si stima che dal 1980 ci siano stati perdite pari a 360 miliardi a causa dei fenomeni meteo estremi nella Ue. Si stima che la scorsa estate, nel solo Portogallo, i danni economici diretti causati dagli incendi boschivi scoppiati tra giugno e settembre siano pari a quasi 600 milioni di euro, corrispondenti allo 0,34% del reddito nazionale lordo del paese.

Un elemento fondamentale della nuova iniziativa presa dalla Ue, spiega una nota di Bruxelles, è rappresentata da quella che è stata chiamata rescEU: si tratta di “una riserva europea di capacità di protezione, di cui fanno parte ad esempio gli aerei da utilizzare contro gli incendi boschivi, i sistemi speciali di pompaggio, le squadre di ricerca e soccorso in ambiente urbano, gli ospedali da campo e le unità mediche di pronto intervento. Queste capacità, che andranno ad integrare le risorse nazionali, saranno gestite e mobilitate dalla Commissione europea per aiutare i paesi colpiti da catastrofi, quali inondazioni, incendi boschivi, terremoti e epidemie”.

La Commissione vuole dunque agire per rispondere meglio, a livello europeo, alle catastrofi naturali. Due le direttrici. Una è la prevenzione e la condivisione delle strategie nazionali in tema di preparazione alle catastrofi, anche per fronteggiare eventuali lacune. L’altra è il rafforzamento della capacità di risposta a livello comunitario. “Verrà istituita – spiega la Commissione – una riserva UE di risorse per gli interventi di protezione civile, che aiuterà gli Stati membri a reagire alle catastrofi, se le capacità nazionali si rivelano insufficienti. RescEU comprenderà risorse, ad esempio aerei antincendio e sistemi di pompaggio dell’acqua, che andranno ad integrare le capacità nazionali. Tutti i costi e le capacità di rescEU saranno interamente coperti da finanziamenti UE e la Commissione assicurerà il controllo operativo delle risorse, decidendo quando e come mobilitarle”.

“L’Europa non può rimanere in disparte quando i nostri Stati membri sono colpiti da calamità naturali e hanno bisogno di aiuto – ha detto il presidente  Jean-Claude Juncker – Nessun paese europeo è al riparo dalle catastrofi naturali, che sono ormai diventate una normalità. Quando si verifica una catastrofe, voglio che l’Unione europea sia in grado di offrire di più delle sue sentite condoglianze. L’Europa è il continente della solidarietà e noi dobbiamo essere meglio preparati di prima e più rapidi nel portare aiuto agli Stati membri in prima linea”.


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