Nel 2016 le famiglie hanno pagato circa 300 euro per la tassa sui rifiuti. Le differenze fra una regione e l’altra sono però enormi: la Campania è la regione più cara con una Tari che pesa 427 euro a famiglia, contro i 193 euro del Trentino Alto Adige, la meno cara. In Sicilia si paga in media 381 euro e sono tutte sopra i 300 euro Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, Sardegna, Toscana. Nonostante l’aumento della raccolta differenziata un terzo dei rifiuti continua a finire in discarica. Così i dati diffusi oggi da Cittadinanzattiva.

tassa rifiutiL’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva per il nono anno consecutivo ha realizzato un’indagine sui costi  sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia, prendendo come riferimento nel 2016 una famiglia tipo composta da 3 persone, con un reddito lordo complessivo di 44.200 euro d una casa di proprietà di 100 metri quadri. Cosa emerge? Rimane più o meno stabile la tassa sui rifiuti nel nostro Paese: nel corso del 2016, una famiglia media italiana ha pagato 297 euro (contro i 296 del 2015). La Campania è la regione più cara (427 euro annui), il Trentino Alto Adige quella più economica  (193 euro).  L’incremento maggiore invece in Molise (+10,9%), in particolare a Isernia dove la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti è salita a 202 euro rispetto ai 156 del 2015 (29,4%). La classifica della Tari per città evidenzia ancora le differenze: a Belluno,  la città  più economica, si pagano 149 euro l’anno contro la stangata di 579 euro della città più costosa, Reggio Calabria.

Crescono anche i livelli di raccolta differenziata: nel 2014 secondo dati ISPRA, si è arrivati a livello nazionale al 45,2% (+2,9% rispetto al 2013), mentre diminuisce del 6% lo smaltimento in discarica che nel 2014 si attesta al 31%. Anche in questo ambito, però le differenze territoriali sono notevoli: nelle regioni del Sud viene differenziato meno di un terzo dei rifiuti  (31%), al Centro si arriva al 40,8% e al Nord al 56,7%. Regioni virtuose nello smaltimento sono il Veneto e il Trentino Alto Adige, che differenziano circa il 67% dei rifiuti prodotti. Maglia nera invece alla Sicilia dove la raccolta differenziata è ferma al 12,5% (addirittura in diminuzione dello 0,8% rispetto al 2013); segue la Calabria con solo il 18,6% ma un incremento positivo del +3,8%.

“In tema di smaltimento dei rifiuti continuano a registrarsi in molte aree del Paese ritardi ed inefficienze”, ha commentato Tina Napoli, responsabile delle politiche per i consumatori di Cittadinanzattiva, “mentre la transizione verso un’economia più circolare, prevista dalla strategia 2020, potrebbe essere un’occasione per costruire percorsi innovativi coinvolgendo in un circuito virtuoso cittadini, aziende ed istituzioni. Nei sistemi di economia circolare i prodotti mantengono il loro valore aggiunto il più a lungo possibile e non ci sono rifiuti. Quando il prodotto raggiunge la fine del ciclo di vita, le risorse restano all’interno del sistema economico, in modo da poter essere riutilizzate più volte a fini produttivi e creare così nuovo valore e riuscire anche i costi legati al loro smaltimento”.

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