L’obiettivo sarà quello di rendere operativo l’accordo di Parigi, anche se le prime anticipazioni già raccontano di un evento molto difficile. Si apre oggi a Bonn la Cop 23, la Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite, che si svolgerà fino al 17 novembre nella città tedesca ma sotto la presidenza delle isole Fiji. Sul tavolo ci sono questioni chiave dell’accordo di Parigi e gli strumenti per limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5°C. 

“Quasi un anno dopo essere entrato in vigore (a tempo di record) l’accordo sta per diventare operativo: è dunque indispensabile che gli Stati definiscano le linee guida per l’implementazione dell’accordo per far sì che questo sia effettivo a partire dal 2020. La COP deve anche lanciare un processo per incoraggiare i governi nazionali ad aumentare l’ambizione dei propri obiettivi nazionali a partire dal 2020”, spiega il WWF in vista della Conferenza. La Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite avrà come obiettivo principale quello di tradurre in azioni concrete gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, ma – spiega un approfondimento di Lifegate – si tratterà di una conferenza di passaggio verso la prossima Cop prevista nel 2018 in Polonia, quando ai governi sarà chiesto di rivedere le promesse di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra avanzate in modo ufficiale dalla comunità internazionale.

Spiega il sito Rinnovabili.it: “Dopo l’Accordo di Parigi, approvato due anni fa ed entrato in vigore il 4 novembre 2016, i leader globali sono chiamati al compito più difficile: chiudere il divario tra gli obiettivi fissati dall’accordo e i contributi nazionali volontari. Finora, balla almeno 1 °C tra i due trend. Se non verrà aumentata l’ambizione, i piani di riduzione delle emissioni presentati dai governi porteranno ad un aumento delle temperature tra 2,7 e 3 °C – a seconda delle stime – entro fine secolo (rispetto ai livelli preindustriali), contro una soglia concordata che dovrebbe assestarsi ben al di sotto dei +2 °C, meglio se +1,5”.

I lavori insomma si annunciano già difficili. Le associazioni ambientaliste sono mobilitate. Sostiene Manuel Pulgar Vidal, Leader del Programma Globale Clima ed Energia del WWF: “Gli eventi climatici estremi ai quali abbiamo assistito di recente sono un forte promemoria di quello che è in gioco. A Bonn dobbiamo mettere in moto la dinamica necessaria per accelerare l’azione climatica, e rafforzare gli impegni, in linea con il mantenimento del riscaldamento a 1.5°C. La COP23 sarà un grande banco di prova sugli impegni e la determinazione di chi ha sottoscritto e ratificato l’accordo di Parigi. Con la collaborazione di tutti gli attori e della società civile, i Paesi potranno superare questa prova”.

Aggiunge Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia: “Il cambiamento climatico va veloce, mentre le azioni per limitarlo e contrastarlo sono lentissime. Eppure i campanelli d’allarme si moltiplicano in molte zone a livello globale, inclusi il Mediterraneo e l’Italia. Oggi l’Emission Gap Report 2017 dell’UNEP ci dice che abbiamo altissime potenzialità per farcela, ma occorre dire basta ai rinvii e addentrarsi nel nuovo percorso. Il WWF ha sempre chiesto che già prima dell’operativa effettiva dell’Accordo di Parigi, nel 2020, si mettano in campo azioni che permettano di ribaltare la situazione, facendo iniziare a scendere in modo significativo le emissioni.  Inoltre, gli impegni dei Paesi (NDC) vanno rivisti e adeguati all’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5C”. 


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