“La mia pazienza ha raggiunto il limite”, ha avvertito commissaria Ue alla giustizia, Vera Jourova, dopo aver constatato che, da febbraio ad oggi, Facebook ha fatto progressi molto limitati rispetto alla richiesta di una maggiore trasparenza sui termini di utilizzo e sui servizi offerti ai propri utenti. L’amara constatazione arriva lo stesso giorno in cui Airbnb si impegna formalmente a rispettare le norme Ue. E così per il colosso social di Cupertino scatta la deadline: entro la fine dell’anno Facebook dovrà tutte le informazioni necessarie per capire che tipo di utilizzo fa dei dati dei propri utenti oppure scatteranno le sanzioni da parte della Commissione europea.

Non possiamo negoziare all’infinito. Abbiamo bisogno di vedere risultati”, continua la commissaria Jourova. La questione “sta andando avanti da troppo tempo, è giunto il momento di azioni concrete e non più delle promesse”.

Sia Facebook che Aibnb erano state convocate a febbraio dalla Commissione per assicurare che i loro termini di servizi fossero in linea con la regolazione europea. In particolare, la Commissione chiedeva di migliorare la comunicazione agli utenti rispetto alla conoscenza dell’uso ei dati personali in possesso delle piattaforme.

Riguardo al caso di Airbnb, in aggiunta a queste informazioni, la Commissione chiedeva maggiore trasparenza rispetto al prezzo finale delle prenotazioni e di assicurare ai consumatori abbastanza informazioni riguardo alle strutture ospitanti.

In effetti, Airbnb ha dato prova di essersi messa in regola con quanto richiesto, mentre Facebook sembra aver fatto solo finta di fare qualcosa.

In particolare, Bruxelles contesta alla piattaforma i nuovi termini di servizio di aprile, che contengono una “presentazione fuorviante delle caratteristiche principali dei servizi“.

La commissaria Jourova ha sottolineato come Facebook stia descrivendo ai suoi utenti il fatto che dati e contenuti sono necessari per migliorare l’esperienza di uso dei suoi iscritti ma la compagnia non ha dato evidenze di come i dati vengano usati da parte di terzi.

In risposta alle accuse, Facebook afferma che ha aggiornato i suoi termini di servizi nel mese di maggio, al fine di includere la “maggior parte dei cambiamenti proposti dalla Commissione a proposito di questo aspetto”.

“I nostri termini ora sono molto più chiari riguardo a ciò che è consentito o non consentito su Facebook e sulle opzioni che gli utenti hanno”.

La piattaforma si dice inoltre grata per i continui feedback ricevuti dalla Commissione a aggiunge che intende “continuare la stretta collaborazione per comprendere ogni ulteriore preoccupazione e apportare gli ulteriori miglioramenti”.

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

Parliamone ;-)