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La Consob indaga sui giornalisti. Fa discutere la decisione dell’autorità di controllo su borsa e mercati finanziari di aprire un’inchiesta (per aggiotaggio informativo) su due giornalisti di Repubblica che si sono occupati della fusione Unipol-Fonsai, pubblicando informazioni che avrebbero turbato il mercato, facendo calare la quotazione del titolo Unipol. Con i poteri affidati dal Testo unico legislativo sulla finanza, la Consob ha presentato un esposto alla Procura di Milano, chiedendo i tabulati telefonici dei giornalisti.
“È inquietante e motivo di grande preoccupazione per le libertà individuali dell’informazione” è il commento del sindacato dei giornalisti, secondo cui le fonti dei giornalisti devono essere tutelate e sono materia di segreto professionale. “La carta dei doveri dell’informazione economica – scrive in una nota la Federazione Nazionale Stampa italiana – non attribuisce alcun potere alla Consob in materia di controllo dell’attività dei giornalisti, che è sanzionato ripetutamente dalla Corte di Strasburgo come violazione dei diritti umani”.
Da sempre convinti che i giornalisti liberi da condizionamenti siano una garanzia per la libertà di stampa nel nostro Paese, Federconsumatori e Adusbef giudicano inquietante l’iniziativa della Consob. “Le fonti di informazione dei giornalisti (in tutti i campi e principalmente in quello della finanza, dove le pressioni e i condizionamenti sono fortissimi) debbono essere tutelate dal segreto professionale – precisano le Associazioni dei consumatori – rispondendo il giornalista ai principi di deontologia incardinati sulla lealtà e la correttezza dell’informazione. Tutto ciò nell’interesse dei cittadini che hanno diritto a un’informazione puntuale e libera.
“E’ facile infatti intuire che se le fonti d’informazione possono essere individuate e intimidite, nessun segreto imbarazzante per i poteri forti uscirebbe mai più dalle segrete stanze. Poche settimane fa avevamo salutato positivamente la norma che aboliva il carcere per il reato di diffamazione (che era rimasta un’anomalia tutta italiana sanzionata a più riprese dalla Corte di Strasburgo) fermo restando il diritto di ogni cittadino diffamato ad avere giustizia. Ma avevamo al contempo espresso rammarico per il permanere della norma che obbliga i giornalisti a rivelare le fonti di informazione quando il giudice lo richieda. I fatti stanno dando puntualmente ragione alle nostre preoccupazioni – spiegano le Associazioni – La protezione delle fonti e il diritto di tutti ad avere informazioni di interesse pubblico, sono principi e diritti universali che debbono godere di tutela primaria. Se alcune leggi italiane consentono di metterli in discussione, esse debbono essere sollecitamente allineate ai principi di diritto universale. In questo senso Federconsumatori e Adusbef si attiveranno presso gli organismi sovranazionali che vigilano sull’osservanza di questi diritti”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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