No all’abolizione del tacito rinnovo per le polizze danni. Lo dice Konsumer Italia e lo dicono anche gli agenti professionisti di assicurazione, che temono un indebolimento dei consumatori nei confronti delle compagnie assicuratrici. Un emendamento approvato dalla Commissione Industria del Senato al ddl concorrenza a fine marzo prevede infatti l’abrogazione del tacito rinnovo per tutte le polizze ramo danni: alla scadenza la polizza non potrà essere rinnovata tacitamente, a prescindere dalla sua tipologia.
 “Si tratta di una gravissima lesione ai diritti dei cittadini assicurati” afferma il presidente Konsumer Italia Fabrizio Premuti, che senza mezzi termini definisce “pura follia” l’approvazione della norma. Chi ha proposto e poi chi ha approvato l’emendamento ha forse pensato di incentivare la libera concorrenza, ma non si è reso conto di danneggiare i consumatori, dichiara l’Associazione. “Pensiamo solo alle polizza sanitarie, che senza alcun periodo di comporto lasciano prive di copertura persone che potrebbero essere sotto terapia o sotto accertamenti – spiega Premuti – Qui è necessario fare chiarezza: una cosa è la Rc Auto, tutt’altra i Rami Elementari, dove l’eliminazione del tacito rinnovo può prevedere la possibilità di aumenti in corsa su polizze che, per propria natura, possono essere soggette a sinistri multipli su assicurati che diventano a rischio nel percorso. Le liberalizzazioni ben fatte – prosegue Premuti – prevedevano che potesse disdire il consumatore ma non la compagnia, proprio per non mettere i cittadini sotto scacco. Ora invece lo scacco è matto: potete immaginare quanti si dimenticheranno della scadenza, credendo di essere ancora in copertura?”.
L’emendamento non è piaciuto neanche all’Associazione nazionale agenti professionisti di assicurazione – ANAPA Rete ImpresAgenzia, per la quale l’emendamento, invece di creare un libero mercato delle polizze assicurative e tutelare i clienti, “non farebbe altro che indebolire la posizione dell’assicurato nei confronti della Compagnia che sarebbe così libera di aumentare il premio ogni anno e quindi andrebbe a svantaggio dello stesso consumatore, perché lo lascerebbe in balia delle compagnie e degli interessi di quest’ultime. Molte polizze danni (ad esempio quelle sanitarie e professionali) nel lungo termine acquisiscono valore e il fatto di farle cessare di anno in anno andrebbe a scapito degli assicurati stessi che si vedrebbero costretti a rinegoziare il premio ogni anno”.

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