Europei con la natura in testa. Sempre più preoccupati per la situazione dell’ambiente e per la perdita di biodiversità, più consapevoli del fenomeno e più convinti di avere la responsabilità di cursare la natura e dover fronteggiare il cambiamento climatico. Nel giorno dell’allarme Unesco sulla perdita di biodiversità, un sondaggio Eurobarometro ha rilevato che gli europei sono sempre più preoccupati. Per ambiente, clima, biodiversità.

Il 96% degli oltre 27mila cittadini intervistati nei 28 stati Ue lo scorso dicembre ha affermato che è nostra responsabilità proteggere la natura e che si tratta di un’azione fondamentale anche per affrontare i cambiamenti climatici. L’indagine Eurobarometro registra dunque, spiegano da Bruxelles, un generale aumento della consapevolezza circa il significato della biodiversità, la sua importanza, le minacce a cui è sottoposta e le misure per tutelarla. “Le opinioni dei cittadini sono in linea con gli obiettivi della strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020, che mirano ad arrestare la perdita di biodiversità e servizi ecosistemici, nonché con gli obiettivi delle direttiva Habitat e Uccelli, che costituiscono la colonna portante della politica dell’UE a tutela della natura”, informa una nota di Bruxelles.

Ha detto Karmenu Vella, Commissario responsabile per l’Ambiente, gli affari marittimi e la pesca: “L’ultima indagine Eurobarometro sulla biodiversità dimostra chiaramente 3 fatti: gli europei hanno a cuore la natura e la biodiversità; i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità appaiono loro come due facce della stessa medaglia e si aspettano che l’UE agisca per salvaguardare la natura”.

È aumentata dunque la familiarità con il termine “biodiversità”: oltre il 70 % degli europei ha dichiarato di averne sentito parlare. Le principali minacce alla biodiversità sono considerate l’inquinamento dell’aria, dei suoli e dell’acqua, le catastrofi di origine umana e i cambiamenti climatici. L’agricoltura e la silvicoltura intensive e lo sfruttamento eccessivo della pesca, di gran lunga i principali fattori di perdita della biodiversità, sono sempre più riconosciuti come importanti minacce alla biodiversità, anche se tale percezione non è ancora del tutto chiara. Rispetto a un’analisi del 2015, è aumentata la comprensione da parte dei cittadini dell’importanza della biodiversità per il genere umano.

La grande maggioranza dei cittadini ritiene di avere la responsabilità di avere cura della natura (96%) e che tale cura sia necessaria per far fronte ai cambiamenti climatici (95%). C’è stato un netto aumento di quanti si dichiarano completamente d’accordo sul fatto che la biodiversità sia indispensabile per la produzione di generi alimentari, combustibili e medicinali (91%) e di quanti ritengono che la biodiversità e una natura in buona salute siano importanti per lo sviluppo economico a lungo termine (92 %). Altro punto da sottolineare: la maggioranza degli europei è restia a barattare danni o distruzione della natura nelle zone protette con lo sviluppo economico. Almeno due terzi dei partecipanti ritengono che le zone di protezione della natura come Natura 2000 siano molto importanti per proteggere la flora e la fauna minacciate (71%), per prevenire la distruzione di preziose zone naturali sulla terraferma e in mare (68%) e per tutelare il ruolo della natura nella produzione di generi alimentari e di aria e acqua pulite (67%).

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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