Anoressia nervosa, bulimia, disturbo dell’alimentazione evitante/restrittivo (di recentissima diagnosi): i disturbi alimentari sono sempre più diffusi e colpiscono bambini e ragazzini a un’età sempre più precoce. L’anoressia esordisce già a otto o nove anni. E per curarli è necessario un intervento tempestivo, un’equipe di più specialisti – psichiatri, pediatri, dietisti – e la collaborazione della famiglia. Domani si celebra la Giornata nazionale del fiocchetto lilla contro i disturbi alimentari e per l’occasione gli specialisti dell’Ospedale Bambino Gesù hanno organizzato una diretta facebook per rispondere alla domande dei genitori.

La diretta facebook dedicata ai disturbi alimentari si svolgerà domani dalle 15 alle 15.30: online risponderanno il professor Stefano Vicari e la dottoressa Valeria Zanna, rispettivamente responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Neuropsichiatria Infantile e referente psichiatra per i Disturbi Alimentari dell’Ospedale (Questo il link: https://www.facebook.com/ospedalebambinogesu/).

disturbi alimentari anoressiaLa giornata rappresenterà l’occasione per i medici di sottolineare quei primi segnali cui le famiglie dovrebbero prestare attenzione e che potrebbero rivelare un disagio o un disturbo. Sono quelle esperienze nelle quali i genitori si rendono conto che il figlio non assaggia nulla o non sembra per niente interessato al cibo: in molti casi, spiegano dal Bambino Gesù, i problemi si risolvono spontaneamente ma “in alcuni tendono a protrarsi nel tempo e a trasformarsi in veri e propri disturbi.”.

I disturbi del comportamento alimentare vedono un esordio sempre più precoce, specialmente l’anoressia nervosa: negli ultimi anni l’età si è abbassata fino a 8/9 anni. Spiega il Bambino Gesù: “L’incidenza dell’Anoressia Nervosa è stimata essere di almeno 8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne, mentre è compresa fra 0,02 e 1,4 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini. L’incidenza della Bulimia Nervosa è stimata essere di almeno 12 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra le donne e di circa 0,8 nuovi casi per 100.000 persone in un anno tra gli uomini. Le forme più gravi colpiscono rispettivamente circa lo 0,9% e l’1,5% delle donne. I Disturbi Alimentari nell’ambito delle patologie psichiatriche presentano il più alto indice di mortalità, in particolare, nel caso dell’anoressia nervosa il rischio di morte è 5-10 volte maggiore di quello di persone sane della stessa età e sesso”. I professionisti dell’infanzia e dell’adolescenza sono chiamati a rispondere a quest’emergenza con una diagnosi precoce e un intervento terapeutico centrato non solo sul comportamento alimentare ma anche sul disagio emotivo sottostante il sintomo, sulla sofferenza familiare, e sull’eventuale comorbidità psichiatrica. Il che porta ad azioni che possono combinarsi in modo diverso e unire interventi psicofarmacologici, nutrizionali, psicoterapeutici individuali o di gruppo, e di terapia familiare.

Uno degli ultimi disturbi diagnosticati è l’ARFID. Nell’ultima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) l’American Psychiatric Association ha classificato una nuova forma di disturbo chiamato ARFID (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder, disturbo evitante/restrittivo nell’assunzione di cibo): colpisce soprattutto i bambini, già da 2-3 anni fino alla preadolescenza, e in particolare i maschi. Può manifestarsi in diverse forme, la più comune delle quali è un eccessiva selettività del cibo: chi ne è affetto infatti potrebbe prediligere solo alimenti di un determinato colore o di una specifica consistenza.

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