cibo sprecato

Si chiama Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare (in sigla, Pinpas) e ha l’obiettivo di trovare soluzioni concrete ed efficaci per ridurre alla fonte la quantità di cibo che finisce tra i rifiuti sul  breve, medio e lungo periodo. Per questo coinvolge tutti gli attori della filiera, che si incontreranno domani a Roma nell’ambito degli Stati Generali di prevenzione dello spreco alimentare in Italia, convocati su iniziativa del Ministero dell’Ambiente.
Ci saranno (e sono solo alcune delle adesioni arrivate) Fao, Confagricoltura, Confcommercio, Last minute market, Banco Alimentare, Slow Food, Acli, Caritas, Consumatori, Coldiretti, Expo e poi le aziende italiane coinvolte nel tema, da Alcenero a Barilla, da Granarolo a Whirlpool, da Coop a Conad. Attori della filiera agroalimentare e organizzazioni attive nella lotta gli sprechi interverranno per indicare proposte e  buone pratiche per l’elaborazione del Piano nazionale di prevenzione dello spreco alimentare che l’Italia adotterà nella prossima primavera. Un fenomeno che si è forse ridotto con la crisi ma che continua a far finire nella spazzatura ancora troppo cibo, sottolinea il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona, che domani prenderà parte alla task force.
“La crisi ha rimpicciolito i carrelli della spesa degli italiani, ma i bidoni della spazzatura non accennano a svuotarsi – afferma Dona – Ci troviamo davanti ad un corto circuito culturale per cui le famiglie sono costrette a consumare di meno per far quadrare i bilanci, eppure ogni anno circa 6 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura; d’altra parte, quello che mangiamo è sempre più spesso, concedetemi il gioco di parole, cibo spazzatura”.
“Non sono i consumatori gli unici responsabili degli sprechi, anche se maggiore consapevolezza da parte loro non guasterebbe  -aggiunge il segretario generale- ma nelle inefficienze dell’intera filiera si perdono risorse economiche ed ecologiche. Per questo, confidiamo nella riuscita di questa task force contro lo spreco che coinvolge tutti i soggetti del mercato, affinché sia possibile  predisporre degli interventi mirati per razionalizzare le produzioni ed educare i cittadini al consumo sostenibile”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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