Una giornata senza contanti: l’iniziativa approda in Europa. All’insegna dello slogan “non dimenticare di dimenticare il contante” (Don’t forget: Forget cash!) domani arriva in tutto il continente europeo il No Cash Day, l’iniziativa italiana lanciata nel 2011 dall’associazione Cashlessway per promuovere l’uso dei pagamenti elettronici in alternativa al contante. La giornata impegnerà cittadini, imprese e istituzioni in una riflessione sui vantaggi di una riduzione del contante in circolazione e sul sostegno che i sistemi di pagamento elettronici possono offrire a una politica di inclusione finanziaria.
no cash dayLa richiesta è dunque quella di dimenticare a casa il contante per misurare, per 24 ore, la propria propensione all’utilizzo degli strumenti digitali di pagamento ma anche per valutarne il livello di diffusione nel proprio territorio. Gli eventi sono tanti: in Danimarca, ad esempio, sarà presentato un “Manifesto for Cashlessness”, un documento destinato ai Governi Europei per chiedere una cashless economy seria sulla base di alcune richieste precise: riduzione costo contante, eliminazione banconote da 100, 200 e 500 euro, sostituti elettronici al contante promossi dai Governi e risoluzione delle problematiche legate alla privacy. Ci sarà poi il NoCashTrip Europe: il viaggio senza denaro contante,  finora fatto in Italia, coinvolgerà diversi paesi europei, con un gruppetto di persone che viaggerà in auto per 15 giorni per verificare lo stato dei pagamenti elettronici in Europa.
E di quale fenomeno si tratta? I dati diffusi dai promotori dell’iniziativa dicono che in Europa si utilizza in media la carta di pagamento 86 volte in un anno ma con molte differenze fra paesi: i più virtuosi sono i Paesi nordici, in testa la Svezia con 250 operazioni l’anno pro capite, mentre in coda c’è la Bulgaria con 7 operazioni l’anno; l’Italia si ferma a 30 operazioni l’anno a persona, un dato fra i più bassi dei paesi industrializzati. La gestione del contante ha un costo: secondo uno studio della Banca Centrale Europea l’Europa spende ogni anno lo 0,46% del suo PIL (60 miliardi di euro) per la gestione del contante. E in Italia, dove il denaro cartaceo è più diffuso che altrove, i costi ammontano ad oltre 10 miliardi di euro, pari allo 0,52% del PIL. Il contante, proseguono i promotori del No Cash Day, è veicoli di falsificazioni: la Banca centrale europea riconosce ogni anno 387mila banconote false. Mentre dai consumatori ci sono certamente problemi legati all’uso delle monetine: secondo un sondaggio commissionato dalla Commissione europea, il 60% dei cittadini dell’eurozona trova difficoltà a usare le monete da 1 cent e gli scontenti sono il 69% anche per quelle da 2 cent. Le monetine sono diffuse ma produrle ha un prezzo: coniare una monetina da 1 centesimo ne costa 4,5, mentre per fabbricarne una da 2 centesimi si spendono 5,2 cent.
Dicono i promotori del No Cash Day: “Nella consapevolezza che il denaro contante si porta dietro una serie di difficoltà, complicazioni e retaggi che non possono non essere presi in considerazione in questo delicato momento sociale ed economico, il No Cash Day 6 chiama tutti i cittadini europei a raccolta per limitare al massimo l’uso del denaro contante sostituendolo con strumenti alternativi di pagamento. Questo con l’obiettivo di stimolare una spinta sociale e istituzionale verso una maggiore conoscenza e diffusione del denaro digitale, oltre che per promuovere un cambiamento culturale in grado di offrire un contributo importante anche nei confronti di quella che viene definita come inclusione finanziaria, un fenomeno che coinvolge 2,5 miliardi di individui meno abbienti, i cosiddetti “non bancabili”, che in Europa sono 1 su 10. Una maggiore apertura finanziaria, anche attraverso i pagamenti alternativi al contante, potrebbe in questo senso allargare la partecipazione alla vita economica e rappresentare la base per una crescita e uno sviluppo più equilibrati”.

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