Non c’è giorno che non si parli delle sigarette elettroniche. Ieri era per il parere (non vincolante) del Consiglio Superiore di sanità, oggi per la pubblicità utilizzata per sponsorizzare una marca che produce e-cig. A puntare il dito contro il messaggio è stata Altroconsumo: due immagini, quella del vapore prodotto dall’acqua che bolle e dal ferro da stiro in funzione, e una scritta “Lo chiameresti fumo passivo?”. Più in basso una sigaretta elettronica, con il fumo che esce in evidenza.
“Pur non dichiarandolo apertamente, messe tutte insieme (immagini e scritta) lasciano intuire che fumare una sigaretta elettronica è come respirare vapore acqueo. Messaggio che trae in inganno il consumatore” spiega Altroconsumo che ha segnalato all’Autorità garante della concorrenza e del mercato la pubblicità della sigaretta elettronica Ovale, apparsa alcuni giorni fa su un quotidiano.
L’Associazione aggiunge: “Le sigarette elettroniche, contrariamente a quanto fa vedere la pubblicità, non hanno emissioni. Non bruciano come le normali sigarette e producono vapore solo quando il fumatore fa un tiro e inala il contenuto. Vapore, quest’ultimo, che non è assimilabile a quello acqueo: le sigarette elettroniche vaporizzano il contenuto delle cartucce di ricarica, che di solito contengono glicerolo, glicole propilenico, aromi, acqua e nicotina. Per quanto riguarda la scritta, poi, il fumo passivo prodotto dalle esalazioni dei fumatori “elettronici” non è assimilabile a quello della sigaretta tradizionale perché meno rischioso per la salute, ma non per questo è accostabile al vapore acqueo. Parlare di fumo passivo come fa la pubblicità, quindi, è uno stratagemma per convincere i consumatori che le sigarette elettroniche non fanno male: cosa che deve essere ancora dimostrata”.

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Redazione
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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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