Sono trascorsi solo pochi giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza con la quale il ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha vietato la vendita delle sigarette elettroniche ai minori di 18 anni, eppure il dibattito sulla presunta dannosità delle e-cig continua a tenere banco. E ad alimentarsi, complici le prime indiscrezioni sulle analisi disposte dal pm Raffaele Guariniello che  ha aperto un’indagine. Dalle analisi è emersa la presenza di tracce di benzene e nicotina, come in una «bionda» comune. Nel dettaglio le analisi rivelano che «mediamente il livello di nicotina presente è inferiore alla quantità dichiarata» sulle confezioni, mentre nei campioni messi in commercio con la dicitura «nicotina zero» è stata comunque riscontrata la presenza di nicotina. I periti hanno infine trovato livelli «significativi e preoccupanti» di benzene nei liquidi di ricarica, dello stesso ordine di grandezza prodotto da una sigaretta tradizionale. Ora i dati sono stati comunicati dal pm Guariniello al Ministero della Salute. Nel frattempo i produttori cercano di tranquillizare i consumatori. Smokie’s, in una nota, ha precisato che gli aromi per le sue sigarette elettroniche  sono realizzati da Mental dell’Istituto Biochimico Fassi e da Flavourland, specializzata nella tecnologia per il settore alimentare e farmaceutico. Sono ottenuti da ingredienti di prima qualità e da molecole aromatiche esclusivamente alimentari. Il liquido che viene vaporizzato e inalato dal fumatore elettronico contiene sostanzialmente glicole propilenico, glicerina vegetale, acqua osmotizzata e deionizzata, aromi e – facoltativamente – nicotina. Glicole propilenico e glicerina vegetale sono sostanze utilizzate da tempo nell’industria cosmetica come base per la produzione di creme e pomate, oltre che nell’industria farmaceutica.
Intanto si affaccia l’ipotesi di tassare le ricariche dell’e-cig: “Per quanto riguarda i liquidi per le sigarette elettroniche, ovviamente solo per quelli contenenti nicotina, pensiamo si possa arrivare a una tassazione equa e bilanciata” ha detto Massimiliano Mancini, presidente di Anafe (Associazione nazionale fumo elettronico).

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Marco Fratoddi, giornalista professionista e formatore, insegna Scrittura giornalistica al Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Cassino dove ha centrato il proprio corso sulla semiotica della notizia ambientale e le applicazioni giornalistiche dei nuovi media. È direttore responsabile del periodico culturale "Sapereambiente", ha contribuito a fondare la “Federazione italiana media ambientali” di cui è divenuto segretario generale nel 2014. Collabora con il Movimento difesa del cittadino come caporedattore del progetto "Io scrivo originale" per l'educazione alla legalità nelle scuole della Campania, partecipa come direttore artistico all'organizzazione del Festival della virtù civica di Casale Monferrato (Al). E' stato Direttore editoriale dell’Istituto per l’ambiente e l’educazione Scholé futuro-Weec network di Torino, ha diretto dal 2005 all’ottobre 2016 “La Nuova Ecologia”, il mensile di Legambiente, dove si è occupato a lungo di educazione ambientale e associazionismo di bambini. Fa parte di “Stati generali dell’innovazione” dove segue in particolare le tematiche ambientali e le attività di comunicazione. Fra le sue pubblicazioni: Salto di medium. Dinamiche della comunicazione urbana nella tarda modernità (in “L’arte dello spettatore”, Franco Angeli, 2008), Bolletta zero (Editori riuniti, 2012), A-Ambiente (in Alfabeto Grillo, Mimesis, 2014).

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